Mettiamola così: per quello che riguarda la Fede io al penso come Montanelli, la Fede è un dono e, purtroppo, a me non è stato concesso.
Questo per sgombrare il campo da sospetti di preconcetti contro la Chiesa, anzi, ho passato quasi metà della mia vita all'ombra del campanile.
Ho conosciuto persone straordinarie (sia sacerdoti che laici), ma anche persone brutte e meschine (anche qui senza distinzione tra laici e non).
Cerco di insegnare ai miei figli di guardare le cose nella sua essenza, senza cadere nella abitudinaria tradizione.
Non li ho obbligati ad andare al Catechismo, avendolo frequentato da bambino ed essendo stato catechista qualche anno dopo; troppe volte ho visto ragazzini che ci andavano per quieto vivere ma assolutamente disinteressati; ma allora che senso ha?
Ma devono conoscere per poter scegliere, per cui stiamo leggendo il Vangelo, in modo che conoscano quella che, volenti o nolenti, è la base della nostra cultura ( a partire dal fatto che contiamo gli anni dalla nascita di Cristo).
E la lettura del Vangelo, spogliata da tutti gli orpelli che il tempo e la consuetudine gli hanno depositato sopra, si sta rivelando molto interessante.
Il filo conduttore del percorso di Gesù è una continua sfida con i Farisei, esponenti di un modo di vivere la fede in modo più formale che sostanziale, in una parola ipocrita. ( e oggi, quanti farisei ci sono tra chi vive all'ombra del campanile?)
Ero quasi tentato ad un mio riavvicinamento agli ambienti di Chiesa. Ma poi mi capita tra le mani il bollettino della nostra parrocchia-unica.
Il primo articolo che colpisce al mia attenzione è "CHIESA CATTOLICA E RELIGIONI". Mi viene in mente una cosa che mi raccontava mia moglie i primi tempi che viveva ne nostro ridente paesello. Lei è Ortodossa e quando lo diceva, il classico commento era " Allora non sei cristiana, sei forse musulmana?". Questo la mandava in bestia, perché noi utilizziamo cristiano e cattolico come sinonimi. Noi, depositari di Roma, del Papa, di una storia millenaria, pensiamo che il mondo finisca pochi centimetri oltre il nostro ombelico. E fino ad ieri non ci siamo sforzati di guardare oltre al nostro naso. Ma ora ne siamo costretti, con risultati a volte tragicomici.
L'articolo in oggetto cerca di spiegare il rapporto che si può avere con gli altri, con gli ortodossi e i mussulmani. I primi infatti sono "cristiani" (scritto proprio così, virgolettato...) a differenza dei secondi. Qualche riga sotto si dice che Con questi "cristiani" (ancora virgolettato....) è facile condividere il "credo", pregare con le stesse preghiere.
Bontà vostra.
Nei paesi dell'Est, sotto i regimi Comunisti, in stati che si proclamavano Atei, veniva insegnata nelle scuole la storia dellE religionI. Tutte. Come cultura generale.
Nel nostro paesello ci sono diverse chiese (6 o 7). Tutte cattoliche. Nel paese da dove viene mia moglie, con quasi il triplo di abitanti, ci sono forse lo stesso numero di chiese ma di almeno 4 confessioni diverse, tutte di ispirazione cristiana.
Io ho una profonda ammirazione del Papa Giovanni XXIII (citato nell'articolo), per l'impulso che diede al rinnovamento della Chiesa, per renderla più vicina al mondo di allora (quasi 50 anni fa). Ero un bimbo ma ricordo l'introduzione delle canzoni suonate con le chitarre al posto della solenne pomposità dell'organo a canne.
Ho meno ammirazione per Papa Giovanni Paolo II, che da questo punto mi ha dato l'idea di assecondare un riflusso restauratore, con molte posizioni abbastanza dogmatiche (come ad esempio nella contraccezione soprattutto in africa).
E sotto questo pontificato hanno prosperato gruppi che per certi versi assomigliano a delle sette, come i Neocatecumenali.
E allora leggere (a pagina 3 ) che il nuovo parroco delle due frazioni più vicine si porta in dote quattro comunità neocatecumenali, non mi ha entusiasmato.
Ho avuto a che fare con loro. Mi hanno dato la sensazione di una organizzazione " con tre furbi all'ingranaggio e cento tonti a lavorar (*)".
Uno dei loro esponenti di spicco, di quelli che con la sindrome del primo della classe ( noi siamo i più bravi, i più buoni, i più devoti...), sposato da 30 anni, 2 figli, con amante fissa da almeno 25 anni, aveva intenzione di chiedere l'annullamento del matrimonio alla Sacra Rota....
In confronto, i farisei sembrano dilettanti allo sbaraglio....
(*) questo è un frammento di " 160km da Roma " di Mario Castelnuovo
Note emotive di un percorso quotidiano ♥ Genti e sentimenti ♦ Comics, cartoon & music ♣ il calcio (come ricostituente) ♠ il sociale (e l’antisociale)
domenica 29 marzo 2015
venerdì 27 marzo 2015
♥ Mowgli
Oggi Cock compie due anni.
Non ho scritto molto di lui, solo qualche accenno qua e la.
Ma un po' è anche colpa sua.
Purtroppo dividere il mio tempo tra il lavoro e la (ormai numerosa) famiglia, mi lascia poco tempo, troppo poco tempo per scrivere.
Ma ogni tanto voglio farlo, sia perché mi rilassa, sia perché voglio fissare questi ricordi, queste emozioni, per poterle poi ricordare meglio.
Avevo iniziato a scrivere un post dedicato a Cock pochi mesi dopo la sua nascita, il titolo provvisorio era
pentola di fagioli, prima del temporale....
Perché ogni tanto incominciava a brontolare nel suo lettino: sembrava appunto una pentola di fagioli che borbottava sul fuoco.
E perché aveva gli occhi di un colore indefinito, un azzurro-grigio che sembrava il cielo prima di un temporale...
Non erano due immagini rassicuranti, lo so.
Ma i mesi passati, lungi da averle smentite, le ha rafforzate.
E' tosto il piccolo ariete, forse il più tosto della covata.
Un piccolo selvaggio, con i capelli lunghi e mossi e con un musetto da birichino.
(avesse solo il musetto da birichino....)
Oramai lo chiamiamo Mowgli.
Anche perché nonostante abbia già due anni (purtroppo) non parla.
Ma nemmeno sillaba.
Ride (forte) e fa degli urletti.
Sembra sia stato allevato dai lupi.
Come Mowgli, appunto.
Non ho scritto molto di lui, solo qualche accenno qua e la.
Ma un po' è anche colpa sua.
Purtroppo dividere il mio tempo tra il lavoro e la (ormai numerosa) famiglia, mi lascia poco tempo, troppo poco tempo per scrivere.
Ma ogni tanto voglio farlo, sia perché mi rilassa, sia perché voglio fissare questi ricordi, queste emozioni, per poterle poi ricordare meglio.
Avevo iniziato a scrivere un post dedicato a Cock pochi mesi dopo la sua nascita, il titolo provvisorio era
pentola di fagioli, prima del temporale....
Perché ogni tanto incominciava a brontolare nel suo lettino: sembrava appunto una pentola di fagioli che borbottava sul fuoco.
E perché aveva gli occhi di un colore indefinito, un azzurro-grigio che sembrava il cielo prima di un temporale...
Non erano due immagini rassicuranti, lo so.
Ma i mesi passati, lungi da averle smentite, le ha rafforzate.
E' tosto il piccolo ariete, forse il più tosto della covata.
Un piccolo selvaggio, con i capelli lunghi e mossi e con un musetto da birichino.
(avesse solo il musetto da birichino....)
Oramai lo chiamiamo Mowgli.
Anche perché nonostante abbia già due anni (purtroppo) non parla.
Ma nemmeno sillaba.
Ride (forte) e fa degli urletti.
Sembra sia stato allevato dai lupi.
Come Mowgli, appunto.
giovedì 19 marzo 2015
domenica 1 febbraio 2015
♦ quanti ne sono rimasti?
Quanti ne sono rimasti?
Non lo so.
Ma in questi giorni, altri due giganti del mio personale olimpo musicale, se ne sono andati.
Ultimamente ascolto molto PROG. Sia italiano che internazionale.
Lo so, e musica di almeno 40 anni fa, ma...
Mi piace molto la contaminazione tra generi, la complessità, la sperimentazione e la genialità del periodo.
E fra i vari gruppi che hanno lasciato una impronta in quel periodo, sicuramente ci sono gli Aphrodite's Child.
Gli Aphrodite's Child erano un gruppo greco i cui componenti più famosi erano Vangelis Papathanassiou (poi diventato un grande compositore di colonne sonore ) e Demis Roussos .
Demis Roussos si é spento ad Atene domenica scorsa. Nato ad Alessandria d'Egitto nel 1946 da padre greco e madre di origine italiana, cresciuto in Grecia, insieme agli Aphrodite's Child cerca (e trova) successo nell'Inghilterra della fine degli anni '60. Come dire, un vero cittadino del mondo.
Probabilmente il più grande successo degli Aphrodite's Child è questo:
Rain and tears era una trasposizione di una composizione barocca tedesca del '600 ed è considerata una sorta di colonna sonora del maggio francese.
Finita l'esperienza degli Aphrodite's Child, Roussos ha avuto una brillante carriera da solista vendendo una gran quantità di dischi in tanti paesi del mondo, tra cui l'Italia.
Infatti il mio primo ricordo di Demis è una canzone del 1977, cantata in italiano:
Oltre al Prog, amo molto anche il suo papà (per certi versi) il Beat.
Passano pochi giorni ed è un grande del Beat ad andarsene: Maurizio Arcieri.
Voce dei New DADA, poi solista con il solo nome di battesimo.
In questo periodo porta al successo una canzone per me straordinaria :
Poi passò al punk e alla musica elettronica con i Krisma (ma questa è un altra storia...)
Bugie, bugie, tu non tornerai....
Altri due (miei) giganti se ne sono andati.
Ma le loro canzoni restano.
per fortuna.
martedì 27 gennaio 2015
♠ il giorno della memoria - 70 anni dopo
Non mi è mai facile parlare del giorno della memoria.
non mi piace cadere nella retorica.
Ma non è facile trovare un nuovo spunto di riflessioni,
di dirti cose vecchie con il vestito nuovo (*)
Sfogliando distrattamente un giornale, ho trovato un'articolo che mi ha colpito molto.
Raccontava di un sopravvissuto ai campi di concentramento.
Era un pugile.
Questo gli salvò la vita.
Ma non salvò la sua umanità.
Il suo nome era Hertzo "Harry" Haft.
E questa è la sua storia
Questa storia è stata anche raccontata in una graphic novel
Per non dimenticare..
non mi piace cadere nella retorica.
Ma non è facile trovare un nuovo spunto di riflessioni,
di dirti cose vecchie con il vestito nuovo (*)
Sfogliando distrattamente un giornale, ho trovato un'articolo che mi ha colpito molto.
Raccontava di un sopravvissuto ai campi di concentramento.
Era un pugile.
Questo gli salvò la vita.
Ma non salvò la sua umanità.
Il suo nome era Hertzo "Harry" Haft.
E questa è la sua storia
Questa storia è stata anche raccontata in una graphic novel
Per non dimenticare..
(*) canzone quasi d'amore - F-Guccini
sabato 24 gennaio 2015
♥ Inutile
Inutile
Una parola feroce, tagliente.
una secchiata di vernice nera che copre tutto.
Inutile.
così pensi .
Ed è inutile dirti che non è così.
Che hai ancora tanti sogni da sognare e da realizzare
Che hai davanti tanti giorni da assaporare
Che hai tante persone da incontrare
e persone da amare...
Ed è inutile dirti che ci saranno anche giorni sbagliati
giorni pesanti,
e sconfitte
e delusioni
Ma vorrei dirti che non sono inutili queste prove
ma che se saprai trarne insegnamento,
ti aiuteranno a diventare una persona migliore.
Ma è inutile dirtelo adesso.
Lo so, non mi ascolteresti.
Ma è solo un momento,
Domani sarà diverso
Vorrei dimenticarmi di averti sentito dire questa parola.
non penso di farcela..
Inutile...
Ma non è inutile dirti che quando avrai bisogno,
Io sarò sempre pronto ad ascoltarti..
Una parola feroce, tagliente.
una secchiata di vernice nera che copre tutto.
Inutile.
così pensi .
Ed è inutile dirti che non è così.
Che hai ancora tanti sogni da sognare e da realizzare
Che hai davanti tanti giorni da assaporare
Che hai tante persone da incontrare
e persone da amare...
Ed è inutile dirti che ci saranno anche giorni sbagliati
giorni pesanti,
e sconfitte
e delusioni
Ma vorrei dirti che non sono inutili queste prove
ma che se saprai trarne insegnamento,
ti aiuteranno a diventare una persona migliore.
Ma è inutile dirtelo adesso.
Lo so, non mi ascolteresti.
Ma è solo un momento,
Domani sarà diverso
Vorrei dimenticarmi di averti sentito dire questa parola.
non penso di farcela..
Inutile...
Ma non è inutile dirti che quando avrai bisogno,
Io sarò sempre pronto ad ascoltarti..
sabato 10 gennaio 2015
♦ 20 anni di meno...
"Parole e Musica".
Parole e musica di Eugenio Finardi.
Qui vicino, di venerdì sera.
E' un delitto non andare, ma purtroppo sabato mattina mi tocca andare al lavoro...
Beh, mi dico vado; domani poi ci penseremo....
L'ho fatto tante volte...
Vado.
Mi godo tutte le canzoni e tutte le riflessioni di un grande musicista e di una persona che ha attraversato oltre 40 anni di musica, iniziando dai mitici anni '70 (musicalmente parlando) attraversando il rock in tante sue declinazioni, il blues, il fado; e ha avuto una vita intensa, l'esperienza di una figlia down....
finisce tardissimo. Devo tornare a casa, fare la doccia...
mi rimangono giusto 3 ore di sonno zippato.
.... domani ci penseremo.....
suona la sveglia.
sono un incrocio tra un ectoplasma e uno zombie.
Che strano.
L'ho fatto tante volte
... quando avevo 20 anni di meno!
mi ricorda una vecchia canzone di Bertoli..
Parole e musica di Eugenio Finardi.
Qui vicino, di venerdì sera.
E' un delitto non andare, ma purtroppo sabato mattina mi tocca andare al lavoro...
Beh, mi dico vado; domani poi ci penseremo....
L'ho fatto tante volte...
Vado.
Mi godo tutte le canzoni e tutte le riflessioni di un grande musicista e di una persona che ha attraversato oltre 40 anni di musica, iniziando dai mitici anni '70 (musicalmente parlando) attraversando il rock in tante sue declinazioni, il blues, il fado; e ha avuto una vita intensa, l'esperienza di una figlia down....
finisce tardissimo. Devo tornare a casa, fare la doccia...
mi rimangono giusto 3 ore di sonno zippato.
.... domani ci penseremo.....
suona la sveglia.
sono un incrocio tra un ectoplasma e uno zombie.
Che strano.
L'ho fatto tante volte
... quando avevo 20 anni di meno!
mi ricorda una vecchia canzone di Bertoli..
lunedì 5 gennaio 2015
♥ JET LAG
Sono stralunato, mi sento in pieno jet-lag.
Dopo qualche giorno in famiglia,
prendendo tutto con calma,
ritornare al lavoro, anticipando la sveglia di 3 ore abbondanti,
è come essere trapassati in 3 (o 4...) fusi orari.
Un Jet lag in piena regola....
Dopo qualche giorno in famiglia,
prendendo tutto con calma,
ritornare al lavoro, anticipando la sveglia di 3 ore abbondanti,
è come essere trapassati in 3 (o 4...) fusi orari.
Un Jet lag in piena regola....
venerdì 2 gennaio 2015
♥ un nuovo anno......
2015.
Un nuovo anno.
Che cosa mi posso aspettare?
Non lo so, ma purtroppo i segnali non sono incoraggianti.
E allora proviamo con gli auguri, le speranze:
2 io e Pitulice, nel 2014 abbiamo festeggiato 10 anni di matrimonio, non sempre semplici, ma nessuno ha mai detto che la vita a due è una passeggiata.... Auguro ad entrambi di continuare a camminare insieme, magari "guardandoci" un po' di più e "ascoltandoci" con più attenzione.
0 zero malattie, mi sembra già un augurio importante.
1 uno nel senso di un pochino più di soldi, che non guasterebbero....
5 5 auguri, per ogn'uno di noi, partiamo dal più piccolo:
Cock: beh, semplice, che inizi a parlare; lo so è un pò egoista ma anche se non ricominciamo con la logopedia, è lo stesso....
Caji: Vorrei che trovasse un poco di serenità.
Ajie: Spero che il passaggio tra le elementari e le medie ti sia lieve (e già, siamo aquesto scoglio...)
Pitulice: sarebbe bello se trovasse un lavoro, magari part-time, in modo da non essere più una desperate housewife....
Lopo, mi allargo, due auguri per me: il principale è che il mio lavoro mi consenta di portare a casa lo stipendio (essendo sponsor unico della famiglia....); e poi, magari, un pochino più di tempo per me....
Comunque
Tanti auguri a tutti voi!
Un nuovo anno.
Che cosa mi posso aspettare?
Non lo so, ma purtroppo i segnali non sono incoraggianti.
E allora proviamo con gli auguri, le speranze:
2 io e Pitulice, nel 2014 abbiamo festeggiato 10 anni di matrimonio, non sempre semplici, ma nessuno ha mai detto che la vita a due è una passeggiata.... Auguro ad entrambi di continuare a camminare insieme, magari "guardandoci" un po' di più e "ascoltandoci" con più attenzione.
0 zero malattie, mi sembra già un augurio importante.
1 uno nel senso di un pochino più di soldi, che non guasterebbero....
5 5 auguri, per ogn'uno di noi, partiamo dal più piccolo:
Cock: beh, semplice, che inizi a parlare; lo so è un pò egoista ma anche se non ricominciamo con la logopedia, è lo stesso....
Caji: Vorrei che trovasse un poco di serenità.
Ajie: Spero che il passaggio tra le elementari e le medie ti sia lieve (e già, siamo aquesto scoglio...)
Pitulice: sarebbe bello se trovasse un lavoro, magari part-time, in modo da non essere più una desperate housewife....
Lopo, mi allargo, due auguri per me: il principale è che il mio lavoro mi consenta di portare a casa lo stipendio (essendo sponsor unico della famiglia....); e poi, magari, un pochino più di tempo per me....
Comunque
Tanti auguri a tutti voi!
venerdì 26 dicembre 2014
♥ ..una storia di Natale (2006)
premessa:
NATALE 2006: Ajie ha poco più di 2 anni. Caji è nato da pochi giorni.
Le dade dell'asilo frequentato da Ajie coinvolgono i genitori per preparare un regalo per l'imminente Natale.
Per qualche motivo, decido di partecipare e compongo una piccola favola.
Le stesse dade di 8 anni fa ora sono le dade di Cock, e anche quest'anno hanno organizzato una serata di lavoro dei genitori.
E ancora ricordano quella piccola favola.
L'ho ritrovata e la voglio condividere.
NATALE 2006
IL SOGNO DI UN PUPAZZO DI NEVE
Un Natale di qualche anno fa, un pupazzo di neve vide per la prima volta la Luna, un pallido spicchio di luna, e ne rimase affascinato:
-Che bella che è! - pensò sospirando.
Il pupazzo rimase tutta la notte in silenzio ad ammirarla.
Il giorno dopo aspettò con impazienza la sera per poterla rivedere.
La Luna tornò e al pupazzo sembrava ancor più bella e pensò: - Che bello sarebbe poter parlare con lei.... Chissà come posso fare... ho trovato! Cercherò di fare un salto, più alto che posso, per farmi vedere! -
Provò e riprovò ma non riusciva a staccarsi dal soffice manto di neve che ricopriva il terreno, infine, stanchissimo, si addormentò.
Per tante notti provò e riprovò di farsi vedere dalla Luna, ma mai gli riusci di farsi notare.
Ogni giorno si ripeteva: - Questa notte ce la farò! Sono sicuro...
NATALE 2006: Ajie ha poco più di 2 anni. Caji è nato da pochi giorni.
Le dade dell'asilo frequentato da Ajie coinvolgono i genitori per preparare un regalo per l'imminente Natale.
Per qualche motivo, decido di partecipare e compongo una piccola favola.
Le stesse dade di 8 anni fa ora sono le dade di Cock, e anche quest'anno hanno organizzato una serata di lavoro dei genitori.
E ancora ricordano quella piccola favola.
L'ho ritrovata e la voglio condividere.
IL SOGNO DI UN PUPAZZO DI NEVE
Un Natale di qualche anno fa, un pupazzo di neve vide per la prima volta la Luna, un pallido spicchio di luna, e ne rimase affascinato:
-Che bella che è! - pensò sospirando.
Il pupazzo rimase tutta la notte in silenzio ad ammirarla.
Il giorno dopo aspettò con impazienza la sera per poterla rivedere.
La Luna tornò e al pupazzo sembrava ancor più bella e pensò: - Che bello sarebbe poter parlare con lei.... Chissà come posso fare... ho trovato! Cercherò di fare un salto, più alto che posso, per farmi vedere! -
Provò e riprovò ma non riusciva a staccarsi dal soffice manto di neve che ricopriva il terreno, infine, stanchissimo, si addormentò.
Per tante notti provò e riprovò di farsi vedere dalla Luna, ma mai gli riusci di farsi notare.
Ogni giorno si ripeteva: - Questa notte ce la farò! Sono sicuro...
Erano passati troppi giorni, e ormai il pupazzo si era arreso: - Tra qualche settimana incomincerà a fare caldo, io mi scioglierò e non potrò più vedere la Luna, che cosa posso fare? - disse quasi piangendo.
Una stellina senti il pianto del pupazzo, si avvicino e gli disse:
- Ciao pupazzo, perché piangi? -
- Sono triste perché vorrei conoscere la Luna ma non ci riesco. - gli rispose il pupazzo.
- Forse io posso aiutarti! - gli sorrise la stellina.
- Davvero ? E come ? - disse sorpreso il pupazzo.
- Non è difficile, prendi le mie manine, chiudi gli occhi e.... sogna con tutto il cuore!... Proviamo ? -
- Sì, sì, subito! - rispose il pupazzo, allungando le sue fredde manone di neve.
Poi chiuse gli occhi e sognò con tutto il cuore. Poi senti un onda di calore fortissimo e incomincio a girargli la testa.
- Ora puoi aprire gli occhi. - gli disse una voce dolcissima.
Il pupazzo aprì gli occhi e si accorse che quella che aveva sentito era la voce della Luna, che da vicino era ancora più bella.
Poi si accorse che qualcosa era cambiato in lui, guardò la stellina che gli sorrise e gli disse: - Sì, ora sei anche tu una stella, la forza del tuo sogno e del tuo cuore ti ha trasformato in stella. -
E ancora oggi c'è uno spicchio di cielo felice dove si può vedere la Luna in compagnia di una stellona un po' grossa e due stelline carine carine.
Dedicato a tutti quelli che credono alla realizzazione dei sogni
Dedicato a Ajie, il mio bimbo-bimbo
Dedicato alla mia famiglia, che mi fa sentire stella
Dedicato a Pitulice
Dedicato alle Dade che mi hanno dato questa opportunità
Dedicato a che sa vedere la stella che c'è dentro ad un pupazzo di neve e a chi sa vedere l'affetto che c'è dietro una stella disegnata sbilenca....
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