Giro giro tondo
non amo più il mio mondo
chissà cosa sarà stato
sono molto preoccupato...
Giro giro tondo
Il Drago si è svegliato
chissà cosa sarà stato
sono molto preoccupato...
Giro giro tondo
un giorno dopo l'altro
Sono sempre un po più vecchio
E lo dice anche lo specchio
Giro giro tondo
è dura star la fuori
ogni giorno è una guerra
mi sento proprio a terra.....
Giro, giro tondo,
è un lusso stare male
stringi i denti
che dobbiamo andare
Giro, giro tondo
in questo pazzo mondo
mi tocca invece stare
dai, dobbiamo andare!
Giro, giro tondo
riprendo la mia corsa
riprendo la mia danza
con un sorriso di circostanza....
Giro, giro tondo
dai, stavo scherzando
non ti preoccupare
su di me puoi sempre contare.....
Note emotive di un percorso quotidiano ♥ Genti e sentimenti ♦ Comics, cartoon & music ♣ il calcio (come ricostituente) ♠ il sociale (e l’antisociale)
martedì 23 giugno 2015
sabato 13 giugno 2015
♥ cronache dell'inizio del secolo scorso
A volte ho fatto riferimento a mio nonno materno, quasi mai di mio nonno paterno, di cui porto il nome.
Le nostre vite si sono solo sfiorate, la sua fu una vita difficile, pesante.
A partire dall'abbandono appena nato.
E di questo abbandono ne ho sempre saputo poco.
fino a poco tempo fa.....
e quello che ho saputo, mi ha ricordato l'inizio di una vecchia canzone:
Non so che viso avesse
neppure come si chiamava
con che voce parlasse
con quale voce poi cantava
quanti anni avesse visto allora
di che colore i suoi capelli
ma nella fantasia
ho l'immagine sua
gli eroi sono tutti giovani e belli
E' vero, non so che viso e che voce avesse, ma ne conosco (almeno) il nome di battesimo.
Non so quanti anni aveva o il colore dei capelli, non ho nella mente mia una immagine sua...
Conosco invece l'epoca dei fatti
qual'ere il suo mestiere
i primi anni del secolo
macchinista ferroviere
Sì, l'epoca dei fatti sono i primi anni del secolo scorso (1903) e conosco anche il mestiere che faceva la mia bisnonna ( non era certo un ferroviere ....).
E probabilmente era bellissima. E giovane....
sabato 9 maggio 2015
♥ giorno dopo giorno....
Day after day,
love turns grey,
like a skin of a dying man
night after night
we pretended its all right
but I have grown older and
you have grown colder and
nothing is very much fun any more....
love turns grey,
like a skin of a dying man
night after night
we pretended its all right
but I have grown older and
you have grown colder and
nothing is very much fun any more....
domenica 12 aprile 2015
♠♥ Dotto medico e sapiente......
Non so se da bambino volesse curare i ciliegi, come il medico cantato da Fabrizio De Andrè, nella canzone omonima, ispirata dal dott. Siegfied Iseman, personaggio di Antologia di Spoon River.
Questo medico di Spoon River, al quale i colleghi mandavano i pazienti impossibilitati a pagare, confidando nel suo buon cuore amaramente riflette
E allora capii, fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell'identico male
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.
Non so se da bambino volesse curare i ciliegi, ma so che per lui fare il dottore non è stato solo un mestiere.
E' stato molto di più, per la passione che in tutti questi anni ci ha messo.
Da qualche giorno il nostro Doc, come ama farsi chiamare, non è più il nostro "medico" dopo tanti anni (più di 30 per quello che mi riguarda...), ha deciso di godersi la pensione (o qualcuno ha deciso per lui....)
Ho scritto "medico" tra virgolette perché la definizione mi sembra riduttiva; è stato molto di più: amico, confessore, consigliere e indubbiamente, medico.
Non solo.
E' dotto, nel senso di uomo di grande cultura e grandi interessi come la vela, come testimoniano foto e mappe nella sala d'attesa e la nomina a Cavaliere della Repubblica per aver fondato una scuola di vela per disabili, tanti anni fa.
E come il vino, diventando sommelier.
E non possiamo dimenticare la passione e l'impegno politico per i Radicali (passione da me condivisa) e per la comunità del nostro paesello
E' medico, e questo l'ho già detto.
Ed è sapiente, nel senso di uomo pieno di saggezza, perché Doc è bravissimo a comunicare il suo sapere con tutti, nel modo che ognuno può capire.
Sa mettere ognuno a proprio agio, giovani, adulti, anziani. A ognuno ha dedicato l'attenzione che meritava.
Ricordo da adolescente, con un problema contingente dell'adolescenza, mi guardò sorridendo e mi disse "- se vuoi, ti posso dare un medicinale, ma per me è sufficiente che la prendi un po' più tranquillamente...-".
Aveva (ovviamente) ragione lui.
Ma quando mio padre ha avuto un problema serio alla schiena, si è prodigato per avere un appuntamento con un luminare del settore.
E vogliamo tacere delle volte che l'ho incontrato nel vicino ospedale, a fare visita ai suoi pazienti lì ricoverati?
Credo abbia interpretato il ruolo di medico di famiglia nel modo più ampio e nobile del termine.
E di questo non posso che ringraziarlo; per tutti questi anni passati insieme.
Mi spiace pensare di non dovere più andare in quella sala d'aspetto con i ritagli di giornale e le massime (scritte con la macchina da scrivere...) attaccate alle pareti.
Mi spiace non poter più andare da un medico che è anche un Amico.
E la maiuscola non è casuale.
Grazie di tutto Doc
Grazie di tutto Amico mio.
domenica 5 aprile 2015
♥ incontro
Colonna sonora consigliata:
E correndo mi incontrò sulle scale,
quasi nulla mi sembrò cambiato in lei...
Così inizia una delle mie canzoni preferite di Guccini.
Un po' malinconica, come in fondo sono io.
E qualche giorno orsono, in un posto inaspettato, ho fatto anch'io un incontro inaspettato.
...quasi nulla mi sembrò cambiato in lei...
Ha ancora quella leggiadria, quella esuberanza di (tanti) anni fa, quando eravamo giovani.
O almeno lei, perché io appena giovane sono invecchiato (sempre per citare Guccini).
E rubare un poco di tempo al mondo per dedicarci un poco di attenzione
dieci anni da narrare l'uno all'altro
ma le frasi rimanevan dentro in noi
"cosa fai ora, ti ricordi
eran belli i nostri tempi...
La promessa di rivederci presto.
Ma probabilmente così non sarà.
E forse è meglio così.
Perché quello che è stato è stato.
Ma è stato bello incontrarla, anche solo per pochi istanti.
Ma questo incontro mi ha un poco turbato al punto che quasi
...pensavo dondolato dal vagone
"cara amica il tempo prende il tempo dà
[...]
siamo qualcosa che non resta
frasi vuote nella testa
e il cuore di simboli pieno
a presto.
forse.
sabato 4 aprile 2015
♥ distratto dal drago.
"ex pessimista pentito, tento di domare draghi..."
Così iniziano le note che fanno parte del mio profilo personale.
Sono anni che tento di domare il drago.
O meglio che cerco di sopravvivergli.
Lo so che è la fuori, da qualche parte.
Pronto a ferirmi con le sue poderose unghie.
L'ha già fatto in passato, e solo io so quanto mi è costato guarire.
Da allora sono vigile,
attento a ogni segnale
che mi indica che sta tornando.
Ma forse mi sono fatto distrarre da questa attesa,
Non ho pensato che il pericolo poteva venire da altre parti.
E forse così è stato.
Un nemico più subdolo.
Più silenzioso.....
E dire che, da cultore di The Wall dovrei saperlo quanto sono letali i vermi.
I vermi partono da dentro, divorano da dentro e quando te ne accorgi...
... forse è troppo tardi.
e allora non sai cosa sia meglio
curare o tagliare?
curare o tagliare?
curare o .......
Così iniziano le note che fanno parte del mio profilo personale.
Sono anni che tento di domare il drago.
O meglio che cerco di sopravvivergli.
Lo so che è la fuori, da qualche parte.
Pronto a ferirmi con le sue poderose unghie.
L'ha già fatto in passato, e solo io so quanto mi è costato guarire.
Da allora sono vigile,
attento a ogni segnale
che mi indica che sta tornando.
Ma forse mi sono fatto distrarre da questa attesa,
Non ho pensato che il pericolo poteva venire da altre parti.
E forse così è stato.
Un nemico più subdolo.
Più silenzioso.....
E dire che, da cultore di The Wall dovrei saperlo quanto sono letali i vermi.
I vermi partono da dentro, divorano da dentro e quando te ne accorgi...
... forse è troppo tardi.
e allora non sai cosa sia meglio
curare o tagliare?
curare o tagliare?
curare o .......
domenica 29 marzo 2015
♠ C'è buio (e freddo) all'ombra del campanile...
Mettiamola così: per quello che riguarda la Fede io al penso come Montanelli, la Fede è un dono e, purtroppo, a me non è stato concesso.
Questo per sgombrare il campo da sospetti di preconcetti contro la Chiesa, anzi, ho passato quasi metà della mia vita all'ombra del campanile.
Ho conosciuto persone straordinarie (sia sacerdoti che laici), ma anche persone brutte e meschine (anche qui senza distinzione tra laici e non).
Cerco di insegnare ai miei figli di guardare le cose nella sua essenza, senza cadere nella abitudinaria tradizione.
Non li ho obbligati ad andare al Catechismo, avendolo frequentato da bambino ed essendo stato catechista qualche anno dopo; troppe volte ho visto ragazzini che ci andavano per quieto vivere ma assolutamente disinteressati; ma allora che senso ha?
Ma devono conoscere per poter scegliere, per cui stiamo leggendo il Vangelo, in modo che conoscano quella che, volenti o nolenti, è la base della nostra cultura ( a partire dal fatto che contiamo gli anni dalla nascita di Cristo).
E la lettura del Vangelo, spogliata da tutti gli orpelli che il tempo e la consuetudine gli hanno depositato sopra, si sta rivelando molto interessante.
Il filo conduttore del percorso di Gesù è una continua sfida con i Farisei, esponenti di un modo di vivere la fede in modo più formale che sostanziale, in una parola ipocrita. ( e oggi, quanti farisei ci sono tra chi vive all'ombra del campanile?)
Ero quasi tentato ad un mio riavvicinamento agli ambienti di Chiesa. Ma poi mi capita tra le mani il bollettino della nostra parrocchia-unica.
Il primo articolo che colpisce al mia attenzione è "CHIESA CATTOLICA E RELIGIONI". Mi viene in mente una cosa che mi raccontava mia moglie i primi tempi che viveva ne nostro ridente paesello. Lei è Ortodossa e quando lo diceva, il classico commento era " Allora non sei cristiana, sei forse musulmana?". Questo la mandava in bestia, perché noi utilizziamo cristiano e cattolico come sinonimi. Noi, depositari di Roma, del Papa, di una storia millenaria, pensiamo che il mondo finisca pochi centimetri oltre il nostro ombelico. E fino ad ieri non ci siamo sforzati di guardare oltre al nostro naso. Ma ora ne siamo costretti, con risultati a volte tragicomici.
L'articolo in oggetto cerca di spiegare il rapporto che si può avere con gli altri, con gli ortodossi e i mussulmani. I primi infatti sono "cristiani" (scritto proprio così, virgolettato...) a differenza dei secondi. Qualche riga sotto si dice che Con questi "cristiani" (ancora virgolettato....) è facile condividere il "credo", pregare con le stesse preghiere.
Bontà vostra.
Nei paesi dell'Est, sotto i regimi Comunisti, in stati che si proclamavano Atei, veniva insegnata nelle scuole la storia dellE religionI. Tutte. Come cultura generale.
Nel nostro paesello ci sono diverse chiese (6 o 7). Tutte cattoliche. Nel paese da dove viene mia moglie, con quasi il triplo di abitanti, ci sono forse lo stesso numero di chiese ma di almeno 4 confessioni diverse, tutte di ispirazione cristiana.
Io ho una profonda ammirazione del Papa Giovanni XXIII (citato nell'articolo), per l'impulso che diede al rinnovamento della Chiesa, per renderla più vicina al mondo di allora (quasi 50 anni fa). Ero un bimbo ma ricordo l'introduzione delle canzoni suonate con le chitarre al posto della solenne pomposità dell'organo a canne.
Ho meno ammirazione per Papa Giovanni Paolo II, che da questo punto mi ha dato l'idea di assecondare un riflusso restauratore, con molte posizioni abbastanza dogmatiche (come ad esempio nella contraccezione soprattutto in africa).
E sotto questo pontificato hanno prosperato gruppi che per certi versi assomigliano a delle sette, come i Neocatecumenali.
E allora leggere (a pagina 3 ) che il nuovo parroco delle due frazioni più vicine si porta in dote quattro comunità neocatecumenali, non mi ha entusiasmato.
Ho avuto a che fare con loro. Mi hanno dato la sensazione di una organizzazione " con tre furbi all'ingranaggio e cento tonti a lavorar (*)".
Uno dei loro esponenti di spicco, di quelli che con la sindrome del primo della classe ( noi siamo i più bravi, i più buoni, i più devoti...), sposato da 30 anni, 2 figli, con amante fissa da almeno 25 anni, aveva intenzione di chiedere l'annullamento del matrimonio alla Sacra Rota....
In confronto, i farisei sembrano dilettanti allo sbaraglio....
(*) questo è un frammento di " 160km da Roma " di Mario Castelnuovo
Questo per sgombrare il campo da sospetti di preconcetti contro la Chiesa, anzi, ho passato quasi metà della mia vita all'ombra del campanile.
Ho conosciuto persone straordinarie (sia sacerdoti che laici), ma anche persone brutte e meschine (anche qui senza distinzione tra laici e non).
Cerco di insegnare ai miei figli di guardare le cose nella sua essenza, senza cadere nella abitudinaria tradizione.
Non li ho obbligati ad andare al Catechismo, avendolo frequentato da bambino ed essendo stato catechista qualche anno dopo; troppe volte ho visto ragazzini che ci andavano per quieto vivere ma assolutamente disinteressati; ma allora che senso ha?
Ma devono conoscere per poter scegliere, per cui stiamo leggendo il Vangelo, in modo che conoscano quella che, volenti o nolenti, è la base della nostra cultura ( a partire dal fatto che contiamo gli anni dalla nascita di Cristo).
E la lettura del Vangelo, spogliata da tutti gli orpelli che il tempo e la consuetudine gli hanno depositato sopra, si sta rivelando molto interessante.
Il filo conduttore del percorso di Gesù è una continua sfida con i Farisei, esponenti di un modo di vivere la fede in modo più formale che sostanziale, in una parola ipocrita. ( e oggi, quanti farisei ci sono tra chi vive all'ombra del campanile?)
Ero quasi tentato ad un mio riavvicinamento agli ambienti di Chiesa. Ma poi mi capita tra le mani il bollettino della nostra parrocchia-unica.
Il primo articolo che colpisce al mia attenzione è "CHIESA CATTOLICA E RELIGIONI". Mi viene in mente una cosa che mi raccontava mia moglie i primi tempi che viveva ne nostro ridente paesello. Lei è Ortodossa e quando lo diceva, il classico commento era " Allora non sei cristiana, sei forse musulmana?". Questo la mandava in bestia, perché noi utilizziamo cristiano e cattolico come sinonimi. Noi, depositari di Roma, del Papa, di una storia millenaria, pensiamo che il mondo finisca pochi centimetri oltre il nostro ombelico. E fino ad ieri non ci siamo sforzati di guardare oltre al nostro naso. Ma ora ne siamo costretti, con risultati a volte tragicomici.
L'articolo in oggetto cerca di spiegare il rapporto che si può avere con gli altri, con gli ortodossi e i mussulmani. I primi infatti sono "cristiani" (scritto proprio così, virgolettato...) a differenza dei secondi. Qualche riga sotto si dice che Con questi "cristiani" (ancora virgolettato....) è facile condividere il "credo", pregare con le stesse preghiere.
Bontà vostra.
Nei paesi dell'Est, sotto i regimi Comunisti, in stati che si proclamavano Atei, veniva insegnata nelle scuole la storia dellE religionI. Tutte. Come cultura generale.
Nel nostro paesello ci sono diverse chiese (6 o 7). Tutte cattoliche. Nel paese da dove viene mia moglie, con quasi il triplo di abitanti, ci sono forse lo stesso numero di chiese ma di almeno 4 confessioni diverse, tutte di ispirazione cristiana.
Io ho una profonda ammirazione del Papa Giovanni XXIII (citato nell'articolo), per l'impulso che diede al rinnovamento della Chiesa, per renderla più vicina al mondo di allora (quasi 50 anni fa). Ero un bimbo ma ricordo l'introduzione delle canzoni suonate con le chitarre al posto della solenne pomposità dell'organo a canne.
Ho meno ammirazione per Papa Giovanni Paolo II, che da questo punto mi ha dato l'idea di assecondare un riflusso restauratore, con molte posizioni abbastanza dogmatiche (come ad esempio nella contraccezione soprattutto in africa).
E sotto questo pontificato hanno prosperato gruppi che per certi versi assomigliano a delle sette, come i Neocatecumenali.
E allora leggere (a pagina 3 ) che il nuovo parroco delle due frazioni più vicine si porta in dote quattro comunità neocatecumenali, non mi ha entusiasmato.
Ho avuto a che fare con loro. Mi hanno dato la sensazione di una organizzazione " con tre furbi all'ingranaggio e cento tonti a lavorar (*)".
Uno dei loro esponenti di spicco, di quelli che con la sindrome del primo della classe ( noi siamo i più bravi, i più buoni, i più devoti...), sposato da 30 anni, 2 figli, con amante fissa da almeno 25 anni, aveva intenzione di chiedere l'annullamento del matrimonio alla Sacra Rota....
In confronto, i farisei sembrano dilettanti allo sbaraglio....
(*) questo è un frammento di " 160km da Roma " di Mario Castelnuovo
venerdì 27 marzo 2015
♥ Mowgli
Oggi Cock compie due anni.
Non ho scritto molto di lui, solo qualche accenno qua e la.
Ma un po' è anche colpa sua.
Purtroppo dividere il mio tempo tra il lavoro e la (ormai numerosa) famiglia, mi lascia poco tempo, troppo poco tempo per scrivere.
Ma ogni tanto voglio farlo, sia perché mi rilassa, sia perché voglio fissare questi ricordi, queste emozioni, per poterle poi ricordare meglio.
Avevo iniziato a scrivere un post dedicato a Cock pochi mesi dopo la sua nascita, il titolo provvisorio era
pentola di fagioli, prima del temporale....
Perché ogni tanto incominciava a brontolare nel suo lettino: sembrava appunto una pentola di fagioli che borbottava sul fuoco.
E perché aveva gli occhi di un colore indefinito, un azzurro-grigio che sembrava il cielo prima di un temporale...
Non erano due immagini rassicuranti, lo so.
Ma i mesi passati, lungi da averle smentite, le ha rafforzate.
E' tosto il piccolo ariete, forse il più tosto della covata.
Un piccolo selvaggio, con i capelli lunghi e mossi e con un musetto da birichino.
(avesse solo il musetto da birichino....)
Oramai lo chiamiamo Mowgli.
Anche perché nonostante abbia già due anni (purtroppo) non parla.
Ma nemmeno sillaba.
Ride (forte) e fa degli urletti.
Sembra sia stato allevato dai lupi.
Come Mowgli, appunto.
Non ho scritto molto di lui, solo qualche accenno qua e la.
Ma un po' è anche colpa sua.
Purtroppo dividere il mio tempo tra il lavoro e la (ormai numerosa) famiglia, mi lascia poco tempo, troppo poco tempo per scrivere.
Ma ogni tanto voglio farlo, sia perché mi rilassa, sia perché voglio fissare questi ricordi, queste emozioni, per poterle poi ricordare meglio.
Avevo iniziato a scrivere un post dedicato a Cock pochi mesi dopo la sua nascita, il titolo provvisorio era
pentola di fagioli, prima del temporale....
Perché ogni tanto incominciava a brontolare nel suo lettino: sembrava appunto una pentola di fagioli che borbottava sul fuoco.
E perché aveva gli occhi di un colore indefinito, un azzurro-grigio che sembrava il cielo prima di un temporale...
Non erano due immagini rassicuranti, lo so.
Ma i mesi passati, lungi da averle smentite, le ha rafforzate.
E' tosto il piccolo ariete, forse il più tosto della covata.
Un piccolo selvaggio, con i capelli lunghi e mossi e con un musetto da birichino.
(avesse solo il musetto da birichino....)
Oramai lo chiamiamo Mowgli.
Anche perché nonostante abbia già due anni (purtroppo) non parla.
Ma nemmeno sillaba.
Ride (forte) e fa degli urletti.
Sembra sia stato allevato dai lupi.
Come Mowgli, appunto.
giovedì 19 marzo 2015
domenica 1 febbraio 2015
♦ quanti ne sono rimasti?
Quanti ne sono rimasti?
Non lo so.
Ma in questi giorni, altri due giganti del mio personale olimpo musicale, se ne sono andati.
Ultimamente ascolto molto PROG. Sia italiano che internazionale.
Lo so, e musica di almeno 40 anni fa, ma...
Mi piace molto la contaminazione tra generi, la complessità, la sperimentazione e la genialità del periodo.
E fra i vari gruppi che hanno lasciato una impronta in quel periodo, sicuramente ci sono gli Aphrodite's Child.
Gli Aphrodite's Child erano un gruppo greco i cui componenti più famosi erano Vangelis Papathanassiou (poi diventato un grande compositore di colonne sonore ) e Demis Roussos .
Demis Roussos si é spento ad Atene domenica scorsa. Nato ad Alessandria d'Egitto nel 1946 da padre greco e madre di origine italiana, cresciuto in Grecia, insieme agli Aphrodite's Child cerca (e trova) successo nell'Inghilterra della fine degli anni '60. Come dire, un vero cittadino del mondo.
Probabilmente il più grande successo degli Aphrodite's Child è questo:
Rain and tears era una trasposizione di una composizione barocca tedesca del '600 ed è considerata una sorta di colonna sonora del maggio francese.
Finita l'esperienza degli Aphrodite's Child, Roussos ha avuto una brillante carriera da solista vendendo una gran quantità di dischi in tanti paesi del mondo, tra cui l'Italia.
Infatti il mio primo ricordo di Demis è una canzone del 1977, cantata in italiano:
Oltre al Prog, amo molto anche il suo papà (per certi versi) il Beat.
Passano pochi giorni ed è un grande del Beat ad andarsene: Maurizio Arcieri.
Voce dei New DADA, poi solista con il solo nome di battesimo.
In questo periodo porta al successo una canzone per me straordinaria :
Poi passò al punk e alla musica elettronica con i Krisma (ma questa è un altra storia...)
Bugie, bugie, tu non tornerai....
Altri due (miei) giganti se ne sono andati.
Ma le loro canzoni restano.
per fortuna.
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