lunedì 9 novembre 2015

♥ Enrica

Estate 1997.
Una serata come tante, senza tanto da fare.
Mi fermo a guardare un torneo di calcetto, appoggiato alla ringhiera a bordocampo. Si avvicina una mia cara amica, in compagnia di Enrica, bionda, il cui abbigliamento estivo fa risaltare le forme. 
Rimango colpito dal colpo d'occhio, poi passiamo un paio d'ore insieme e rimango ancor più colpito dalla sua competenza e passione per il calcio....
Veramente inusuale in una ragazza!
C'è simpatia reciproca, capita così che mi inviti ad uscire con lei e i suoi amici.
Cosa che avviene per circa un anno.
In questo anno imparo a conoscere meglio Enrica e la sua storia, direi singolare. Capita di parlare di tante cose, ma soprattutto di calcio e politica (sua grande passione ).

Figlia di una famiglia borghese aveva grandi sogni e grandi progetti per il futuro.
Come il cerchio dei suoi amici.
I suoi amici.
Dopo un po' di mesi di loro ne ho le tasche piene.
E cambio aria.

Nel tempo, capita saltuariamente di incontrala,  sempre bella.  Capita anche di scambiare due parole; è indubbio che c'è stima reciproca.

Da qualche tempo capita che la domenica mattina, passeggiando con uno o più dei miei figli, ci si veda, lei in compagnia del cane. un caloroso saluto con la mano e nulla di più.
Ma non ieri, ieri ero solo. 
Enrica mi ha fermato e abbiamo colto l'occasione per raccontarci qualche frammento di vita.
Dei suoi sogni ne è rimasto qualche frammento, perso qua e la, tra una quotidianità diversa da quella immaginata anni fa.
Io avevo meno sogni. Ma ora ho una bella famiglia.
E nei suoi occhi mi è parso di vedere un'ombra di malinconia...

Mi spiace Enrica.
Meriteresti di essere felice.  

sabato 7 novembre 2015

♥ Camilla

Camilla potrebbe essere mia figlia.
Sì, perchè suo padre pochi anni più di me, anche se è diventato padre che era poco più che un ragazzo.
Camilla non è più con noi, una (lunga) malattia l'ha portata via.
A poco più di vent'anni, quando si dispiegano i sogni e si impegnano le forze per realizzarli, lei ha dovuto ripiegare i suoi perchè le sue forze servivano per combattere la malattia, che cominciava a manifestarsi.
Gli ultimi 10 anni abbondanti sono stati un saliscendi di speranze, paure, momenti di pace e peggioramenti.
Nell'ultimo periodo, il dolore era diventato insopportabile, lenito solo dalla morfina, e Camilla, intorpidita, voleva solo la visita dei suoi parenti stretti.
Non c'era più speranza. E Camilla lo sapeva.
A 31 anni la sua storia si è conclusa.

Non conoscevo Camilla, conosco però suo padre e ma soprattutto sua nonna, grande amica di mia madre.
Aldilà di tutto, sono rimasto molto addolorato dalla scomparsa di questa giovane donna.
31 anni.
Mi è venuto spontaneo pensare io a 31 anni. Non avevo ancora conosciuto la compagna della mia vita, i miei cuccioli erano solo nei sogni più arditi, la casa dove vivo era ancora quasi un rudere...
A 31 anni non avevo ancora posto le basi di quello che è il mio mondo.

La vita di Camilla è stata troppo breve, non ha avuto il tempo di costruire il suo mondo.
E forse non ha avuto il tempo di sognarlo, dovendo lottare contro un malattia che non lasciava molte speranze.
E lasciava poco tempo.

Ovunque tu sia, Camilla, spero tu abbia, finalmente, la possibilità di sognare. 

venerdì 30 ottobre 2015

♦ mezzo secolo e i fumetti

Lo so.
Lo dicono in tanti, quasi per consolarsi.

...Gli anni non sono uno quelli che uno ha,
ma quelli che si sente!

E quando sono circondato dai fumetti, come in occasione di Lucca Comics and Game,  mi sento lontano da quel quasi mezzo secolo che invece ho addosso.

Mi sento un ragazzo.

Ma quando mi avvicino ad uno stand, e, molto cortesemente, mi si rivolgono (cortesemente) declinando con il "lei", apprezzo l'educazione.

Ma non apprezzo il fatto che mi si ricorda che sono abbastanza vecchio per occuparmi di fumetti....

lunedì 3 agosto 2015

♥♠ ... ho visto anche i cinesi felici.....

Nell'immaginario di molti di noi, i cinesi sono un popolo strano, che vive e lavora nello stesso posto, con ritmi massacranti, quasi moderni schiavi.
Chiusi in comunità impermeabili al resto del mondo, anche quello che li ospita.
O li sopporta.

Sarà.

Ma a me questa storia di cinesi che lavorano 20 ore, con la brandina vicino al posto di lavoro comincia  a puzzare di leggenda metropolitana.

Anche perché di fronte all'azienda dove lavoro c'è un'azienda dove proprietà e forza lavoro è cinese.

E la sera, quando esco per tornare a casa, adesso che il clima lo consente, sono sempre lì, a tavola a mangiare o, peggio, a giocare ad uno strano gioco di carte....
E ridono. 
E sembrano felici.

E allora sono colto dal dubbio che sono io il vero cinese, che passa, quando va bene,  almeno 12 ore al giorno fuori di casa....

O forse, parafrasando il titolo di una bella, vecchia canzone ... ho visto anche dei cinesi felici....

Oppure la scusa per riascoltarla (nella versione di Luca Carboni):

nota di cronaca: oggi il mio capo si è presentato in ufficio alle 9.30, dopo aver accompagnato la famiglia in stazione, e alle 17 poco più è sparito per andare a fare "un oretta in bicicletta"

E' ufficiale: io non ho capito niente!

sabato 4 luglio 2015

♥ non ho voglia.......

Non ho voglia di scrivere, nonostante adesso ne abbia il tempo.
Non ho voglia di leggere. Neanche fumetti.

Non ho voglia di ascoltare musica, anche se adesso ho la casa solo per me.

Non ho voglia di vedere gente, ma neanche di stare da solo.

Non ho voglia di andare in vacanza.

Non ho voglia di fare tutte le cose che nei mesi passati avevo progettato di fare adesso.

Non ho voglia....

punto.

martedì 23 giugno 2015

♥ giro giro tondo....

Giro giro tondo
non amo più il mio mondo
chissà cosa sarà stato
sono molto preoccupato...



Giro giro tondo 
Il Drago si è svegliato
chissà cosa sarà stato
sono molto preoccupato...



Giro giro tondo
un giorno dopo l'altro
Sono sempre un po più vecchio
E lo dice anche lo specchio


Giro giro tondo
è dura star la fuori
ogni giorno è una guerra
mi sento proprio a terra.....


Giro, giro tondo,
è un lusso stare male
stringi i denti
che dobbiamo andare


Giro, giro tondo
in questo pazzo mondo
mi tocca invece stare
dai, dobbiamo andare!


Giro, giro tondo
riprendo la mia corsa 
riprendo la mia danza
con un sorriso di circostanza....


Giro, giro tondo
dai, stavo scherzando
non ti preoccupare
su di me puoi sempre contare.....

sabato 13 giugno 2015

♥ cronache dell'inizio del secolo scorso

A volte ho fatto riferimento a mio nonno materno, quasi mai di mio nonno paterno, di cui porto il nome.
Le nostre vite si sono solo sfiorate, la sua fu una vita difficile, pesante.
A partire dall'abbandono appena nato.
E di questo abbandono ne ho sempre saputo poco.
fino a poco tempo fa.....
e quello che ho saputo, mi ha ricordato l'inizio di una vecchia canzone:


Non so che viso avesse
neppure come si chiamava
con che voce parlasse
con quale voce poi cantava 
quanti anni avesse visto allora
di che colore i suoi capelli
ma nella fantasia 
ho l'immagine sua
gli eroi sono tutti giovani e belli

E' vero, non so che viso e che voce avesse, ma ne conosco (almeno) il nome di battesimo.
Non so quanti anni aveva o il colore dei capelli, non ho nella mente mia una immagine sua...

Conosco invece l'epoca dei fatti
qual'ere il suo mestiere 
i primi anni del secolo
macchinista ferroviere

Sì, l'epoca dei fatti sono i primi anni del secolo scorso (1903) e conosco anche il mestiere che faceva la mia bisnonna  ( non era certo un ferroviere ....).

E probabilmente era bellissima. E giovane....




sabato 9 maggio 2015

♥ giorno dopo giorno....

Day after day,
   love turns grey,
      like a skin of a dying man
        night after night
           we pretended its all right
               but I have grown older and
                   you have grown colder and
                       nothing is very much fun any more....

domenica 12 aprile 2015

♠♥ Dotto medico e sapiente......


Non so se da bambino volesse curare i ciliegi, come il medico cantato da Fabrizio De Andrè, nella canzone omonima, ispirata dal dott. Siegfied Iseman, personaggio di Antologia di Spoon River.
Questo medico di Spoon River, al quale i colleghi mandavano i pazienti impossibilitati a pagare, confidando nel suo buon cuore amaramente riflette
E allora capii, fui costretto a capire 
che fare il dottore è soltanto un mestiere 
che la scienza non puoi regalarla alla gente 
se non vuoi ammalarti dell'identico male
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

Non so se da bambino volesse curare i ciliegi, ma so che per lui fare il dottore non è stato solo un mestiere.
E' stato molto di più, per la passione che in tutti questi anni ci ha messo.
Da qualche giorno il nostro Doc, come ama farsi chiamare, non è più il nostro "medico" dopo tanti anni (più di 30 per quello che mi riguarda...), ha deciso di godersi la pensione (o qualcuno ha deciso per lui....)
Ho scritto "medico" tra virgolette perché la definizione mi sembra riduttiva; è stato molto di più: amico, confessore, consigliere e indubbiamente, medico.
Non solo.
E' dotto, nel senso di uomo di grande cultura e grandi interessi come la vela, come testimoniano foto e mappe nella sala d'attesa e la nomina a Cavaliere della Repubblica per aver fondato una scuola di vela per disabili, tanti anni fa.
E come il vino, diventando sommelier.
E non possiamo dimenticare la passione e l'impegno politico per i Radicali (passione da me condivisa) e per la comunità del nostro paesello
E' medico, e questo l'ho già detto.
Ed è sapiente, nel senso di uomo pieno di saggezza, perché Doc è bravissimo a comunicare il suo sapere con tutti, nel modo che ognuno può capire.
Sa mettere ognuno a proprio agio, giovani, adulti, anziani. A ognuno ha dedicato l'attenzione che meritava.
Ricordo da adolescente, con un problema contingente dell'adolescenza, mi guardò sorridendo e mi disse "- se vuoi, ti posso dare un medicinale, ma per me è sufficiente che la prendi un po' più tranquillamente...-".
Aveva (ovviamente) ragione lui. 
Ma quando mio padre ha avuto un problema serio alla schiena, si è prodigato per avere un appuntamento con un luminare del settore.
E vogliamo tacere delle volte che l'ho incontrato nel vicino ospedale, a fare visita ai suoi pazienti lì ricoverati?
Credo abbia interpretato il ruolo di medico di famiglia nel modo più ampio e nobile del termine.
E di questo non posso che ringraziarlo; per tutti questi anni passati insieme.
Mi spiace pensare di non dovere più andare in quella sala d'aspetto con i ritagli di giornale e le massime (scritte con la macchina da scrivere...) attaccate alle pareti.
Mi spiace non poter più andare da un medico che è anche un Amico.
E la maiuscola non è casuale.
Grazie di tutto Doc
Grazie di tutto Amico mio.

domenica 5 aprile 2015

♥ incontro


Colonna sonora consigliata: 


E correndo mi incontrò sulle scale,
quasi nulla mi sembrò cambiato in lei...

Così inizia una delle mie canzoni preferite di Guccini.
Un po' malinconica, come in fondo sono io.

E qualche giorno orsono, in un posto inaspettato, ho fatto anch'io un incontro inaspettato.
...quasi nulla mi sembrò cambiato in lei...
Ha ancora quella leggiadria, quella esuberanza di (tanti) anni fa, quando eravamo giovani.
O almeno lei, perché io appena giovane sono invecchiato (sempre per citare Guccini).
E rubare un poco di tempo al mondo per dedicarci un poco di attenzione 
dieci anni da narrare l'uno all'altro
ma le frasi rimanevan dentro in noi
"cosa fai ora, ti ricordi
eran belli i nostri tempi...
La promessa di rivederci presto.
Ma probabilmente così non sarà.
E forse è meglio così.
Perché quello che è stato è stato.
Ma è stato bello incontrarla, anche solo per pochi istanti.

Ma questo incontro mi ha un poco turbato al punto che quasi
...pensavo dondolato dal vagone
"cara amica il tempo prende il tempo dà
[...]
siamo qualcosa che non resta
frasi vuote nella testa
e il cuore di simboli pieno

a presto.

forse.