Queste ultime settimane hanno portato sconquassi alle vite di ognuno di noi.
In maniera più o meno evidente le nostre vite sono state modificate.
Personalmente, all'atto pratico, non è cambiato di molto la mia quotidianità, mi alzo presto, vado al lavoro, torno a casa la sera, cena, figli e... sonno sul divano...
Ma il cambiamento più importante è psicologico. Io che avevo bisogno di certezze, di una via tracciata, mi sono trovato a vivere giorno per giorno, in quanto in questa totale incertezza o ci si adegua, o si rischia di vivere malissimo.
Oltre al disagio dei connessi al Corona Virus, ci ho messo del mio a complicare ulteriormente la situazione....
E allora, giocoforza, sto imparando a vivere alla giornata, ad apprezzare quello di buono può venire ogni giorno.
Ed affrontare un problema alla volta, quando si presentano.
C'è chi ha scritto che pretendere di aver il controllo di tutto ti condanna alla mediocrità
E allora niente più piani a lunga scadenza, pochi progetti, perchè ho la consapevolezza che
Nessuna pianificazione, per quanto attenta, potrà mai sostituire un bella botta di culo...
Legge di Dunn - Artur Bloch
Note emotive di un percorso quotidiano ♥ Genti e sentimenti ♦ Comics, cartoon & music ♣ il calcio (come ricostituente) ♠ il sociale (e l’antisociale)
domenica 19 aprile 2020
sabato 18 aprile 2020
♥♠ voglia di normalità...
No, non sono un ribelle.
Ho accettato la quarantena.
Esco di casa solo per lavoro o per andare al supermercato.
Ma fatico ad abituarmi alle mascherine o alla diffidenza delle persone quando le incroci sul marciapiede o, peggio, tra le corsie del supermercato,
E vedo che c'è anche qualcun'altro che non si è imbrutito tra mascherine, guanti monouso...
Ieri mi sono trovato, per questioni di lavoro, con 2 persone che conosco da tempo, a fare un sopralluogo in un cantiere, all'aperto.
Tutti e 3 serenamente senza mascherina, ovviamente tenendo una distanza ragionevole.
Ma è stata una boccata di ossigeno, un frammento di normalità di cui sentivo un gran bisogno, che ho apprezzato tanto...
Ho accettato la quarantena.
Esco di casa solo per lavoro o per andare al supermercato.
Ma fatico ad abituarmi alle mascherine o alla diffidenza delle persone quando le incroci sul marciapiede o, peggio, tra le corsie del supermercato,
E vedo che c'è anche qualcun'altro che non si è imbrutito tra mascherine, guanti monouso...
Ieri mi sono trovato, per questioni di lavoro, con 2 persone che conosco da tempo, a fare un sopralluogo in un cantiere, all'aperto.
Tutti e 3 serenamente senza mascherina, ovviamente tenendo una distanza ragionevole.
Ma è stata una boccata di ossigeno, un frammento di normalità di cui sentivo un gran bisogno, che ho apprezzato tanto...
venerdì 17 aprile 2020
♣ Re senza corona
Qualche giorno or sono, alla veneranda età di 90 anni, è morto Stirling Moss.
A molti questo nome dirà poco, ma a un vecchio appassionato di sport motoristici come il sottoscritto, sa che Stirling Moss è stato uno dei più forti piloti di tutti i tempi.
Sicuramente il più forte pilota a non essersi fregiato del titolo di campione del mondo di Formula 1, ove disputò 10 campionati, arrivando 4 volte secondo (di cui nel 1958 per un solo punto) e 3 volte terzo...
Ma è stato molto di più di un pilota di formula 1: oltre che nelle gare in circuito era fortissimo anche nelle gare stradali.
Si classificò secondo al Rally di Montecarlo del 1952, vinse una Targa Florio ma soprattutto vinse la Mille Miglia del 1955 alla media di oltre 157km/h! 1597 km percorsi in 10 ore e 7 minuti... 1597 km di strade normali, da Brescia a Roma e ritorno...sarebbe una velocità media folle anche oggi.
Nel 1962, a 32 anni, ebbe un grosso incidente nel circuito di Goodwood, rimase in coma per circa un mese e per qualche mese ebbe dei problemi di mobilità su un lato del corpo.
l'anno successivo fece dei test con una Lotus e pur girando di poco più lento del suoi tempi, non sentendosi a suo agio, decise di lasciare l'automobilismo agonistico ad alto livello ( a soli 33 anni...). E' opinione di molti che avesse affrettato troppo questo test, probabilmente con un po' di tempo e preparazione in più, sarebbe stato più positivo.
Ma ha continuato a partecipare a eventi motoristici, gare storiche ritirandosi ufficialmente nel 2011, a 81 anni compiuti...
In Inghilterra era molto famoso, al punto che la frase retorica "chi ti credi di essere, Stirling Moss?" veniva usata comunemente dalla polizia quando fermava un automobilista per eccesso di velocità.
Non è quindi eccessivo considerarlo un Re senza corona. Un Re che amava ripetere che
" I rettilinei sono quei tratti noiosi che uniscono due curve"
A molti questo nome dirà poco, ma a un vecchio appassionato di sport motoristici come il sottoscritto, sa che Stirling Moss è stato uno dei più forti piloti di tutti i tempi.
Sicuramente il più forte pilota a non essersi fregiato del titolo di campione del mondo di Formula 1, ove disputò 10 campionati, arrivando 4 volte secondo (di cui nel 1958 per un solo punto) e 3 volte terzo...
Ma è stato molto di più di un pilota di formula 1: oltre che nelle gare in circuito era fortissimo anche nelle gare stradali.
Si classificò secondo al Rally di Montecarlo del 1952, vinse una Targa Florio ma soprattutto vinse la Mille Miglia del 1955 alla media di oltre 157km/h! 1597 km percorsi in 10 ore e 7 minuti... 1597 km di strade normali, da Brescia a Roma e ritorno...sarebbe una velocità media folle anche oggi.
Nel 1962, a 32 anni, ebbe un grosso incidente nel circuito di Goodwood, rimase in coma per circa un mese e per qualche mese ebbe dei problemi di mobilità su un lato del corpo.
l'anno successivo fece dei test con una Lotus e pur girando di poco più lento del suoi tempi, non sentendosi a suo agio, decise di lasciare l'automobilismo agonistico ad alto livello ( a soli 33 anni...). E' opinione di molti che avesse affrettato troppo questo test, probabilmente con un po' di tempo e preparazione in più, sarebbe stato più positivo.
Ma ha continuato a partecipare a eventi motoristici, gare storiche ritirandosi ufficialmente nel 2011, a 81 anni compiuti...
In Inghilterra era molto famoso, al punto che la frase retorica "chi ti credi di essere, Stirling Moss?" veniva usata comunemente dalla polizia quando fermava un automobilista per eccesso di velocità.
Non è quindi eccessivo considerarlo un Re senza corona. Un Re che amava ripetere che
" I rettilinei sono quei tratti noiosi che uniscono due curve"
mercoledì 1 aprile 2020
♥♦ istantanee di un momento
Cerco una foto di pura gioia, ma è nascosta in mezzo a quello che non c'è.
O forse sono io che non la vedo più...
Ho perso il gusto, non ha più sapore l'alito di quell'angelo che mi soffiava sul cuore, ma cerco di camminare dritto sull'acqua, o su quello che non c'è.
E ho visto tante albe. o forse me ne bastava una, ma a volte ciò che sembra alba non è.
Tu vuoi il controllo, tu vuoi la scelta...
Io rivorrei le mie ali anche se nere, rivorrei il mio mantello, per nascondere quello che non c'è.
E cerco la chiave della serenità, nella disobbedienza a quello che dovrebbe essere, ma non c'è
E a volte maledico il modo in cui sono fatto,
il mio modo di morire un po' ogni giorno,
il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
quello che non c'è.
Curo le foglie, saranno forti, se riesco ad ignorare che gli alberi son morti.
Ma questo è camminare alto sulle acque. O semplicemente su quello che non c'è..
Ed ecco un'altra alba, e forse è qui per me.
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è.
E forse un nuovo giorno, in cui riuscirò a riempire
quello che non c'è
Anche questa fa parte del gruppo di canzoni sotto la pelle, che sembrano scritte per me, per questo momento..
O forse sono io che non la vedo più...
Ho perso il gusto, non ha più sapore l'alito di quell'angelo che mi soffiava sul cuore, ma cerco di camminare dritto sull'acqua, o su quello che non c'è.
E ho visto tante albe. o forse me ne bastava una, ma a volte ciò che sembra alba non è.
Tu vuoi il controllo, tu vuoi la scelta...
Io rivorrei le mie ali anche se nere, rivorrei il mio mantello, per nascondere quello che non c'è.
E cerco la chiave della serenità, nella disobbedienza a quello che dovrebbe essere, ma non c'è
E a volte maledico il modo in cui sono fatto,
il mio modo di morire un po' ogni giorno,
il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
quello che non c'è.
Curo le foglie, saranno forti, se riesco ad ignorare che gli alberi son morti.
Ma questo è camminare alto sulle acque. O semplicemente su quello che non c'è..
Ed ecco un'altra alba, e forse è qui per me.
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è.
E forse un nuovo giorno, in cui riuscirò a riempire
quello che non c'è
Anche questa fa parte del gruppo di canzoni sotto la pelle, che sembrano scritte per me, per questo momento..
martedì 31 marzo 2020
sabato 28 marzo 2020
♥ certe domande...
Passo le notti nero e cristallo
a sceglier le carte che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai....
Già.
Perché ci son certe domande che sarebbe meglio non farsi mai.
Ho evitato di farmele per tanti anni.
Probabilmente per paura di cercare la risposta...
Ma poi c'è che me le ha fatte.
E all'inizio ho fatto scena muta, come uno studente poco diligente, poco studioso.
Ma poi più di uno ha fatto le domande.
E allora ho dovuto mettermi a pensare, a ricordare, a cercare.
E ho trovato uno scritto, di tanti anni fa, con tanti auguri, tanti sogni, tanti pensieri, tante firme di persone che mi vogliono bene.
Dove sono finiti quei pensieri, quei sogni... dispersi nelle nebbie del tempo o gelati da una nevicata fuori stagione.
O forse erano solo frasi. scritte sulla sabbia.
E allora perché un "SI" detto davanti a tanti? cosa c'era allora che adesso manca?
E ritorno per un attimo all'ingenuità del mio primo amore, Maria: mi fece leggere una frase che più o meno faceva così:
..due persone si incontrano, si innamorano.
All'inizio, essi scambiano l'intensità dell'infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell'intensità del loro sentimento, in realtà potrebbe solo provare l'intensità della solitudine che provavano prima...
a sceglier le carte che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai....
Già.
Perché ci son certe domande che sarebbe meglio non farsi mai.
Ho evitato di farmele per tanti anni.
Probabilmente per paura di cercare la risposta...
Ma poi c'è che me le ha fatte.
E all'inizio ho fatto scena muta, come uno studente poco diligente, poco studioso.
Ma poi più di uno ha fatto le domande.
E allora ho dovuto mettermi a pensare, a ricordare, a cercare.
E ho trovato uno scritto, di tanti anni fa, con tanti auguri, tanti sogni, tanti pensieri, tante firme di persone che mi vogliono bene.
Dove sono finiti quei pensieri, quei sogni... dispersi nelle nebbie del tempo o gelati da una nevicata fuori stagione.
O forse erano solo frasi. scritte sulla sabbia.
E allora perché un "SI" detto davanti a tanti? cosa c'era allora che adesso manca?
E ritorno per un attimo all'ingenuità del mio primo amore, Maria: mi fece leggere una frase che più o meno faceva così:
..due persone si incontrano, si innamorano.
All'inizio, essi scambiano l'intensità dell'infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell'intensità del loro sentimento, in realtà potrebbe solo provare l'intensità della solitudine che provavano prima...
venerdì 27 marzo 2020
♥ compleanno al tempo del virus
Non è bello festeggiare il compleanno al tempo del Virus.
Soprattutto se sei un bimbo.
Oggi Cock compie 7 anni e ha chiesto un regalo; che oggi non si parli di virus, malattie e contagiati.
Hai ragione Cock. Prendiamoci un giorno di vacanza da questo pazzo mondo.
Tanti auguri mio pulcino.
Oggi è solo per te.
giovedì 26 marzo 2020
♠♥ piccoli mondi e grandi uomini e donne
Lo so, il mio è un piccolo mondo.
Fatto di rinunce, scelte e stanchezza.
Fino a qualche settimana fa poteva essere visto come un difetto: poca vita sociale (e sui social...), sveglia, lavoro, casa e i weekend con la famiglia.
E invece adesso si dimostra comodo, in quanto la semi-quarantena imposta dalla situazione non ha modificato più di tanto il mio mondo:
continuo ad alzarmi, ad andare al lavoro (in una piccola azienda), torno a casa dalla mia famiglia.... senza troppe rinunce e senza troppe tensioni.
Per certi versi il mio piccolo mondo si è rivelato un lusso. E cerco di fare del mio meglio per preservarlo.
Un lusso che altri, purtroppo, non hanno.
E penso ai medici, agli infermieri e alle infermiere, a tutto il personale che in questo momento sta lavorando negli ospedali e nelle case di riposo.
No, loro non hanno il lusso di nascondersi dentro un mondo piccolo.
Li chiamano Eroi, con un retrogusto di retorica che non mi è mai piaciuto.
Non sono Eroi, non hanno il cuore impavido dell'eroe senza macchia e senza paura.
Sono uomini (e donne), hanno paura, hanno stanchezza, hanno rabbia.
E ci sono le persone che vogliono a loro bene, che conoscono le pieghe del loro cuore, che soffrono per loro, con un senso di impotenza che li opprime.
E non sono Supereroi, non hanno una Bat-caverna piena di attrezzature fantastiche, non hanno tutte i congegni del costume di Bat-man.
Hanno poche attrezzature, spesso insufficienti per proteggersi, spesso insufficienti per attaccare.
E hanno coraggio, ma anche paura. Hanno determinazione ma anche stanchezza. Hanno un gran cuore, ma anche rabbia.
Non sono Eroi.
Non sono Supereroi.
Sono Uomini e Donne.
Nel senso più nobile del termine.
domenica 22 marzo 2020
♥ un bicchiere di Coca e un calice di vino
Mi piace raccontare storie, è vero.
Ma mi piace anche ascoltarle.
Ma non è facile trovare altre persone che condividono il piacere di raccontare e ascoltare.
A volte si ha la fortuna di incontrarne qualcuna. Stavolta la fortuna mi ha sorriso.
Ci sono tante piccole storie da raccontarsi, tanti frammenti di un puzzle lungo vent'anni da incastrare, ma anche tutto il piacere di sentirsi chiedere la propria breve vita quotidiana.
Ma c'è la freschezza del saper sorridere di se stessi (o dell'altro), e il gusto acidulo dell'ironia e il gusto frizzante del conoscersi (o riconoscersi). Come in un bicchiere di Coca-Cola
Ma c'è anche la meditazione sul nostro rapporto con Dio, riflessioni su ciò che il tempo ci ha preso o ci ha dato, o il rotondo sapore di ciò che siamo... come in un calice di vino.
E un domani continueremo a raccontarci le nostre storie,
e ti guarderò negli occhi,
con davanti un bicchiere di Coca e un calice di vino....
Ma mi piace anche ascoltarle.
Ma non è facile trovare altre persone che condividono il piacere di raccontare e ascoltare.
A volte si ha la fortuna di incontrarne qualcuna. Stavolta la fortuna mi ha sorriso.
Ci sono tante piccole storie da raccontarsi, tanti frammenti di un puzzle lungo vent'anni da incastrare, ma anche tutto il piacere di sentirsi chiedere la propria breve vita quotidiana.
Ma c'è la freschezza del saper sorridere di se stessi (o dell'altro), e il gusto acidulo dell'ironia e il gusto frizzante del conoscersi (o riconoscersi). Come in un bicchiere di Coca-Cola
Ma c'è anche la meditazione sul nostro rapporto con Dio, riflessioni su ciò che il tempo ci ha preso o ci ha dato, o il rotondo sapore di ciò che siamo... come in un calice di vino.
E un domani continueremo a raccontarci le nostre storie,
e ti guarderò negli occhi,
con davanti un bicchiere di Coca e un calice di vino....
sabato 21 marzo 2020
♠♥ No, non andrà tutto bene....(o forse sì.,,)
A differenza di tanti la mia vita non è stata ancora travolta dal Corona virus (o Covid 19 che dir si voglia).
Continuo a uscire di casa per andare al lavoro, e ancora oggi, per motivi di lavoro, ho la possibilità di muovermi e vedo in alcune case esposto il disegno di un arcobaleno con la scritta ANDRA' TUTTO BENE .
No. Mi spiace.
Non andrà tutto bene. Non sta andando tutto bene.
C'è gente che muore. E non sono solo freddi numeri, sono persone come ci ricorda Gabriele Corsi nella riflessione "..era mio padre..."
Ci sono uomini e donne che rischiano la vita per cercare di salvarne altre. E a volte sono sconfitti.
Ce la faremo. Sopravviveremo in tanti. Ma a che prezzo?
A qualche miglio dalla poltrona dalla quale sto scrivendo c'è il mare. Un pezzo della mia terra vive di turismo. Qual'è la loro prospettiva? Buia. Come buio è l'orizzonte di tanti lavoratori, tante aziende faticheranno a sopravvivere alla traversata di questo deserto, di cui non si vede la fine. Forse anche quella per cui lavoro.
No. Non andrà tutto bene. Non sta andando tutto bene.
Ma dobbiamo sopravvivere, dobbiamo farcela. Per dare un futuro ai ragazzi che stiamo crescendo. E per onorare chi non c'è più.
Mi conforta l'idea che alla fine di un periodo difficile, normalmente, c'è un periodo di rinascita, di crescita, di voglia di nuovo, di migliore.
L'ho sentito raccontare dai miei nonni e dai miei genitori; l'ho respirato personalmente nei paesi dell'est dopo la caduta dei regimi comunisti all'inizio degli anni '90.
Ma ho un altra speranza. Ho la speranza che questa prova scuota dalle fondamenta l'attuale sistema economico basato sulla globalizzazione e sulla centralità del denaro.
Un sistema in cui l'1% della popolazione deteneva a metà del 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone (fonte Oxfam italia).
Un nuovo umanesimo, un nuovo modo di pensare che metta al centro l'uomo e la sua felicità.
E allora sì, che tutto questo avrà un senso, e alla fine potremo dire
..E' andata abbastanza bene!
Buona fortuna (nel frattempo)
Continuo a uscire di casa per andare al lavoro, e ancora oggi, per motivi di lavoro, ho la possibilità di muovermi e vedo in alcune case esposto il disegno di un arcobaleno con la scritta ANDRA' TUTTO BENE .
No. Mi spiace.
Non andrà tutto bene. Non sta andando tutto bene.
C'è gente che muore. E non sono solo freddi numeri, sono persone come ci ricorda Gabriele Corsi nella riflessione "..era mio padre..."
Ci sono uomini e donne che rischiano la vita per cercare di salvarne altre. E a volte sono sconfitti.
Ce la faremo. Sopravviveremo in tanti. Ma a che prezzo?
A qualche miglio dalla poltrona dalla quale sto scrivendo c'è il mare. Un pezzo della mia terra vive di turismo. Qual'è la loro prospettiva? Buia. Come buio è l'orizzonte di tanti lavoratori, tante aziende faticheranno a sopravvivere alla traversata di questo deserto, di cui non si vede la fine. Forse anche quella per cui lavoro.
No. Non andrà tutto bene. Non sta andando tutto bene.
Ma dobbiamo sopravvivere, dobbiamo farcela. Per dare un futuro ai ragazzi che stiamo crescendo. E per onorare chi non c'è più.
Mi conforta l'idea che alla fine di un periodo difficile, normalmente, c'è un periodo di rinascita, di crescita, di voglia di nuovo, di migliore.
L'ho sentito raccontare dai miei nonni e dai miei genitori; l'ho respirato personalmente nei paesi dell'est dopo la caduta dei regimi comunisti all'inizio degli anni '90.
Ma ho un altra speranza. Ho la speranza che questa prova scuota dalle fondamenta l'attuale sistema economico basato sulla globalizzazione e sulla centralità del denaro.
Un sistema in cui l'1% della popolazione deteneva a metà del 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone (fonte Oxfam italia).
Un nuovo umanesimo, un nuovo modo di pensare che metta al centro l'uomo e la sua felicità.
E allora sì, che tutto questo avrà un senso, e alla fine potremo dire
..E' andata abbastanza bene!
Buona fortuna (nel frattempo)
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