domenica 14 giugno 2020

♦ auguri Francesco

Non ricordo quale sia la prima canzone che ho ascoltato di Guccini. 
In fondo sono passati tanti anni, da non poterli più contare.

Ricordo perfettamente però che il primo Album in assoluto che ho comprato con i miei soldi è stato "Amerigo", nel 1978. 

Avevo 11 anni. 
Ascoltare Guccini a 11 anni... Peggio, acquistarlo... non è proprio quello che ci si aspetta da un adolescente.... (infatti i risultati di quelle frequentazioni ancora si vedono..)
Ero ovviamente influenzato dalle persone che frequentavo in quel periodo, io e qualche fortunato mio coetaneo, eravamo i "fratellini minori" di un gruppo di amici di 10/15 anni più di noi.
E questo ha indubbiamente influenzato la nostra formazione culturale ( "..io appena giovane sono invecchiato...").

E i cantautori erano molto amati in quel periodo, in quell'ambiente.  E cantati.
E quanti concerti visti insieme. E allora si scopriva un altro Guccini, non l'uomo che sapeva raccontare belle storie ma spesso malinconiche, ma un ironico e divertente affabulatore.
Una volta ci presentammo nel pomeriggio ad un concerto ad un "festival dell'Unità" ed ci capitò di assistere anche al sound-check, dove Francesco per fare le prove, cantò una canzone di un altro cantautore (credo Vecchioni). 
Alla fine noi gli dicemmo "Francesco, non è tua questa canzone!" 
Lui ci guardò stupito e ci disse: " ma siete sicuri?" 
"Siii!" noi tutti, in coro"
"Ma è bellissima.... peccato! speravo di averla scritta io..."
Risata generale..

Ci sono tante canzoni di Guccini che fanno parte della mia personale colonna sonora.Tante da non poterle elencare, per non correre il rischio di annoiare, o di dimenticarne qualcuna.
E allora non potevo non dedicargli qualche pensiero nel giorno dei suoi 80 anni (incidentalmente la stessa età di mio padre...)

Dicevo, ho visto tanti concerti suoi, e ho acquistato nel tempo molti suoi vinili. E qualche CD, ma il primo album acquistato in musicassetta, è andata perduto.

La naturale evoluzione della sua capacità (o necessità) di raccontare storie è stata scrivere libri. ho trovato divertentissimi i 2 volumetti del  "dizionario delle cose perdute",



l'ultima volta che ho avuto l'occasione di vederlo, aveva smesso di scrivere e cantare canzoni, era una serie di incontri con il pubblico, una sorta di saluto, poi seguito da un mini concerto in cui i suoi musicisti, compagni di decine di canzoni, album e concerti riproponevano le sue canzoni.

E' stato emozionante quando è apparso quell'omone, visibilmente invecchiato nel fisico, ma ancora finemente arguto e ironico. 
E' stato bello incontrarlo per quello che poteva essere l'ultima volta ufficiale.
E' stato strano ascoltare le sue canzoni cantate da un altra voce, anche se è quella del suo grande amico e sodale Juan Carlos "Flaco" Biondini. 
Sì, perchè molte delle canzoni di Guccini sono autobiografiche o sono storie visti con i suoi occhi, quindi sono personalissime, sentite cantate da altri fanno strano.

Sicuramente Guccini è parte importante della mia formazione, come si evince da  riferimenti che si trovano in qualche post di questo blog, e tanti altri ce ne saranno.
E' difficile trovare, tra le tante, una frase per chiudere decorosamente questo post; mentre sto scrivendo, sto ascoltando la registrazione di un concerto alla TV svizzera del 1982, e allora gli spunti sono tanti. 
Come "Bisanzio" mai attuale come adesso, in questo momento di incertezza, con la sensazione di un mondo che sta cambiando.
Oppure "Canzone di notte n.2" con quel rivendicare la propria originalità.

E invece, da un cassetto della memoria, ha fatto capolino questa frase:

"...Ti invidio perchè ancora
hai molte pagine da aprire
di un libro che ho già letto
e che tu devi ancora scoprire...
ma quando capirai
che cerchi un libro che non c'è
allora ti ricorderai di me...



pensando ai miei cuccioli.."canzone delle ragazze che sene vanno"

domenica 24 maggio 2020

♥ ...qui per sognare mi tocca dormire....

... e quando è stato che hai preso la via del bosco
e quando è stato che hai perso il sentiero battuto,
e ti sei avventurato in nuove strade,
fidandoti del tuo istinto...
Ma la pioggia e il vento hanno cancellato le tue tracce.
  
 E cosa hai pensato quando sotto quel mantello spesso
hai ritrovato le tue ali, che non ricordavi
( o pensavi fossero solo un sogno...)


E che dolore riaprirle...
E cosa hai provato a riprovare a volare?
E sentire quelle sensazioni perse nelle nebbie dei ricordi...

E che ne è stato della Fata del bosco che ti ha massaggiato le ali.

E il cuore .
lo sai ma non lo dirai.
Mai.
ma bruciano le lacrime sulla tua pelle...

Sei tornato dal bosco.
Il mantello al suo posto.
Le ali ancora ripiegate
(che non si sappia che sai volare)

E ora che farai?
Chi sarai? 

Un ladro di affetto?
o la versione migliore di te?

sabato 23 maggio 2020

♠♥ .. se ci ritrovassimo a rimpiangere questi momenti....

PREMESSA: scrivo da un piccolo paese dove i contagiati di Covid-19 sono nell'ordine del 2‰ e nessun morto, per cui siamo stati solo sfiorati dalla pandemia e ho il massimo rispetto per chi invece ha vissuto una autentica tragedia.


E se un giorno ci trovassimo a rimpiangere questi momenti...

Poco traffico per andare al lavoro.

Poca gente al lavoro, un numero equo di telefonate e il tempo giusto per rispondere a tutti.

Un flusso di vita un po' più lento, più a misura d'uomo.

Avere il tempo per fermarsi a guardare negli occhi (e nel cuore...) di quelli che dividono il mio tetto

Poche regole semplici....

Ho l'impressione che la seconda fase che incombe ci farà rimpiangere questi momenti...