domenica 3 gennaio 2021

♥ 26 dicembre, Santo Stefano

 Il 26 dicembre è sempre stato un giorno importante per me.

Sicuramente perché era il compleanno del nonno.

Ma era anche l'occasione per scambiarsi gli auguri con i parenti, dopo il Natale passato in famiglia.

Una tradizione che si perde nella labile memoria infantile, quando erano le sole quattro sorelle che si incontravano nella casa paterna per festeggiare, lasciando i loro bimbi a giocare con i regali che un (generoso) babbo Natale gli aveva fatto avere il giorno prima. E io, che dovevo essere sempre ad un passo dal mio Nonno. 

Nel mio ingenuo immaginario infantile, ogni bambino aveva un nonno, che abitava vicino a loro. I miei cugini avevano il nonno paterno che viveva con loro e io avevo lui.

E mi seccava dividerlo e condividerlo. Non sono mai stato bravo in questo.

Poi sono passati gli anni, Babbo Natale continua a dedicarsi ai bambini piccoli. Che non siamo più noi. 

E allora oltre alle quattro sorelle, qualche figlio/cugino che si presentava a casa dei nonni, per un saluto, un brindisi oppure per presentare una morosa...

Poi Nonno ci ha lasciato, e allora l'incontro è diventato ancora più denso di significato e intenso.

Dopo qualche anno anche Nonna ci ha lasciato. Ma nel frattempo anche la famiglia si era allargata; i bimbi di allora sono diventati mariti o mogli e padri e madri...

E una casa, seppur grande, non bastava più, si è cominciato ad affittare una sala.

E così, per tanti anni è stato un piacevole appuntamento irrinunciabile.

Ma quest'anno no.

E non è solo a causa della zona rossa.

venerdì 25 dicembre 2020

♥ la magia del Natale

 Ancora una volta la magia del Natale,

Ancora una volta Babbo Natale ha riempito di regali il nostro Albero.

Quest'anno si è superato:

un nuovo tablet per Cock, perché quello ricevuto dai fratelli maggiori ha smesso di funzionare...

Un libro di Leo Ortolani e la Divina Commedia a fumetti di Marcello Toninelli per Caji, per affinare la sua tagliente ironia.

Un paio di libri e un rompicapo per Ajie che lo aiutino a trovare la strada di casa (attuale o futura...)

Una nuova cornice elettronica per Pitulice

Qualche buon disco della New Wave fiorentina dei primi anni ottanta (Diaframma e la prima formazione dei Litfiba) per me.

Sì, decisamente quest'anno Babbo Natale ha azzeccato tutto.

Quasi un regalo d'addio.

Anche perché, forse, il prossimo anno salterà la nostra casa, non ci sarà più la magia del Natale.

La magia del Natale c'è se c'è il cuore di un bimbo che lo desidera fortemente.

Ma si sa, i bambini crescono.

E i desideri cambiano.

martedì 15 dicembre 2020

♥ Farewell

 ...ringrazio E. per le belle parole,

ringrazio N. e A. per le belle musiche...

Ognuno di voi ha conosciuto Michele come marito, padre, nonno, zio, compagno di viaggi, amico, gnomo...

Ma soprattutto Michele era un viaggiatore, e da viaggiatore ci ha insegnato che ogni viaggio ha un inizio e una fine.

Ma quando un viaggio finisce, rimangono i ricordi.

Ognuno di voi serba un ricordo di Michele,

confesso che in questi giorni mi è capitato più di sorridere che di piangere per tutte le persone che hanno voluto condividere con me il loro ricordo.

In una vecchia poesia, che ho usato anche al funerale di mia nonna, c'è un verso che recita "ci vuole vita per amare al vita " e Michele ha amato la vita fino all'ultimo..

E chiedo a voi di portare con voi un pezzetto di questa vita...


domenica 13 dicembre 2020

♥ volò via...

 - Pensiamo ad un animale:

- Un leone!

- No... pensavo più alla farfalla. Ti piacciono le farfalle?

- Sì, molto!

- E cosa sai delle farfalle?

- Che prima di essere farfalle son bruchini, poi si chiudono in un bozzolo e poi escono che sono diventate farfalle - mi spiega Cock, sapiente frequentatore di documentari sugli animali.

- Bravo, quindi quello che è la fine per un bruchino è l'inizio per la farfalla, giusto?

Cock annuisce con la testa.

Lo prendo sulle ginocchia:

- Devo dirti una cosa, non vedremo più nonno, non tornerà dall'ospedale. Il suo periodo come bruchino è finito. E' diventato una farfalla. Ed è volato via...

 

domenica 6 dicembre 2020

♥ La percezione del tempo.

 Credo che una delle che differenzia la mia generazione e quella dei miei figli sia la percezione del tempo.

A noi, da piccoli ci hanno insegnato il valore del passato, del rispetto per l'esperienza, la storia (appunto il passato) degli anziani o degli adulti.

Ma si dava anche una grande valenza al futuro (quando sarai grande...), molte cose, molte scelte, venivano fatte in funzione del futuro.  E tutto ciò, spesso, a scapito del presente.

Agli adolescenti di oggi, il passato non interessa, in un mondo che cambia così vorticosamente, l'esperienza degli adulti, spesso è obsoleta.

Le tracce delle storie non sono più significative in un mondo dove le STORIES durano un giorno....

Ma ho l'impressione che in queste contingenze così incerte, il futuro appaia molto nebuloso, quasi impalpabile.

E quindi cosa rimane?   Solo il presente.

Un presente da aggredire, da assaporare quasi ferocemente.

E diventa difficile capirsi quando si ha una concezione del tempo così diversa.

E' come se parlassimo due lingue diverse.

E io sto cercando di capire la tua.

Anche se non è facile...

venerdì 4 dicembre 2020

♥ quasi come Penelope

 In quasi 10 anni di riflessioni quasi mai (se non mai..) ho dedicato qualche riga a mia Mamma.

Ho dedicato tante, troppe righe al rapporto con mio padre.

Ho scritto di mio nonno materno. E anche Nonna ha avuto il suo spazio.

Mamma no. 

Ed è ora di porvi rimedio.


La cosa che mi colpisce di più di Mamma è l'amore per mio padre. Un amore forte, intenso, che dura da più di sessant'anni.

Un amore fatto di pochi abbracci e baci, ma fondato su una presenza costante, sicura.

Così forte e intenso quasi da stordirmi. 

Così forte e intenso da ricordarmi Penelope.

Questo amore ha la sua ultima coniugazione durante la malattia del suo uomo.

Ma è l'ultima perla di una lunga collana.

Molte volte, nelle diatribe tra me e mio padre, tra me e il suo uomo, ha preso le parti di quest'ultimo.

Pensavo ne fosse succube, pensavo lo facesse per fargli piacere, per non contraddirlo. Pensavo fosse per debolezza.

Mi sbagliavo.

Lo faceva per un amore così profondo che io non proverò mai.

E che fatico semplicemente a immaginarlo.


domenica 29 novembre 2020

♥♣ Ottavio e me

 Tra tutto il ciarpame che ci è toccato sentire in questi giorni per la santificazione di Maradona, mi è capitato di sentire una cosa interessante, una intervista a Ottavio Bianchi, suo allenatore a Napoli.

Bianchi ha sottolineato l'impegno di Maradona negli allenamenti e in campo ma soprattutto il rispetto che aveva nei confronti dei compagni.

Ha ricordato come, a volte, si è trovato a rimproverarlo negli spogliatoi, per qualche eccesso fuori dal campo. Maradona ascoltava in silenzio, con gli occhi bassi.

In qualche occasione si è trovato solo con lui e gli diceva: - "Diego perché fai così, perché tu butti via... se continui così rischi di metterti nei guai...".

E Diego, serafico, rispondeva: - "Hai ragione, ma io devo vivere con l'acceleratore  sempre premuto a fondo..."

E Ottavio Bianchi faticava a capire.

Come faccio fatica a capire io, uomo ordinario di mezz'età, davanti al mio Diego (che in realtà si chiama Ajie) che rischia di mettersi nei guai, ma che rivendica la necessità di aggredire la vita..

Ma c'è una differenza sostanziale tra Ajie e Diego: Diego non si è mai risparmiato, si è sempre impegnato al massimo.

Ajie ultimamente no.

Spero che quando lo capirà, non sarà troppo tardi.

sabato 28 novembre 2020

♥♦ ..se son d'umore nero allora scrivo..

 "Se son d'umore nero allora scrivo, frugando dentro alle nostre (mie) miserie,

Di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo.."

                        Francesco Guccini


E se sono d'umore peggiore?

Non scrivo più.

E rimugino...

domenica 27 settembre 2020

♥♦ affinità e divergenze...

Tanti sono i motivi per i quali il rapporto padre-figli pervade i miei pensieri in questo periodo, il mio vissuto, lo scontro generazionale con Ajie, la malattia di mio padre...

E in queste montagne russe di sensazioni, fa la sua parte anche Caji, che stasera con il candore che solo lui può avere, mi consiglia l'ascolto di una canzone.

Questa:



beh, non c'è che dire, il suo contributo l'ha dato...


come in tanti post, le canzoni sono ispiratrici con frammenti o titoli. Anche in questo caso c'è una ispirazione a un titolo di un vecchio album dei CCCP: 1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi - Del conseguimento della maggiore età, 

sabato 26 settembre 2020

♥♦ così simile a me, così diverso da me.

 La prima volta è stata due anni fa. 

Lo avevo consigliato, spronato, supportato sulla sua tesina di terza media, una tesina che legava i temi della scuola ai fumetti. Ero molto orgoglioso della sua scelta. E molto contento che i suoi professori gli avessero consentito di sviluppare  il suo progetto in autonomia. C'era molta attesa della sua esposizione. Da parte dei suoi insegnanti; e da parte mia di godermela. 

Mancavano pochi attimi al suo esame, mi era stato concessa la possibilità di assistere. 

Si apre la porta. E nella mia mente bussa una vecchia canzone. Ci sono frasi di canzoni che rimangono in qualche cassetto della memoria. E all'improvviso quel cassetto viene aperto....

...un giorno sarai pronto a volare

aprirai le ali al vento 

e salirai nel sole.

E quando verrò il momento

spero solo di ricordare

ch'è ora di farmi da parte...

E di lasciarti andare

E quello era il momento di farmi da parte. Di lasciargli tutto il palcoscenico. 

Anche se un po' mi è dispiaciuto. Un bel po'.

E guardavo il mio cucciolo d'uomo, entrare con passo sicuro e i suoi libri sotto braccio nell'aula d'esame. E pensavo al resto di quella vecchia canzone.

Sì, mio cucciolo d'uomo, così simile a me, caotico sognatore, vorrei dare a te solo le cose migliori, e quello che ho imparato dai miei errori. O timori. Ma vorrei soprattutto insegnarti a far crescere i tuoi sogni, e di riuscire a realizzarli, e se a volte i sogni diventassero incubi, di saperli affrontare. E se ci riuscirò sarai pronto a volare... e quando verrà il momento spero di ricordare che è il momento di farmi da parte...

Sì, mio piccolo uomo, così diverso da me, che quando mi dicesti "vorrei assomigliare a te" ti risposi "No, tu devi assomigliare a te"; a volte non sono quello delle tue aspettative. Mi spiace se io non ne capisco il perché. o tu.

Ho fatto del mio meglio perché le mie tristezze e le mie insicurezze non si riflettessero su di te. 

Sì mio giovane uomo, così diverso da me, così sicuro di se. Forse troppo...

No, non è mai troppo..


sono riuscito a darti il meglio e a lasciare le ombre in un angolo. E sto cercando di lasciarti volare nel tuo cielo. 

Anche se a volte non lo capisco

Anche se a volte non è facile.


la "vecchia canzone" è, ovviamente, mio cucciolo d'uomo di Eugenio Finardi