Quando si è cominciato a ventilare l'ipotesi di un insegnante di sostegno per Caji, l'estate scorsa, non l'abbiamo presa benissimo.
Ci sembrava un ulteriore attestato di disistima nei suoi confronti, era già successo che qualcuno manifestasse poca fiducia nelle sue possibilità.
Poi l'abbiamo vista come un'opportunità, come dire "male non farà!"
Ma non eravamo pronti a quello che poi è stato.
Sì, esistono le fate.
E Caji ha avuto la fortuna di incontrarle.
Le dade di sezione e la sua nuova amica hanno avuto un ruolo importantissimo nello sgrossare quel piccolo diamante che è Caji.
Hanno saputo incuriosirlo, farlo lavorare (tanto!), hanno saputo frenarlo nei suoi eccessi, ma hanno chiuso un occhio quando si poteva, ma soprattutto lo hanno sostenuto nel suo periodo più complicato, nel cuore dell'inverno....
Ma poi è arrivata la primavera. In tutti i sensi.
E poi l'estate.
E poi, a breve, l'autunno, e con l'autunno una nuova sfida: la scuola primaria.
Non è facile pensare di non avere più l'appassionato e caloroso di sostegno delle nostre fate moderne.
Istintivamente vorremmo poter continuare questa bella storia.
Ma proprio perchè così bella, questa storia deve finire così, al suo apice.
Sarebbe bello poter affrontare questa nuova sfida con le nostre fate, ma così non sarà.
Ce ne faremo una ragione, con la consapevolezza comunque che ci hanno donato tutti gli strumenti per fare bene.
E faremo bene.
Potete contarci, fate!
Note emotive di un percorso quotidiano ♥ Genti e sentimenti ♦ Comics, cartoon & music ♣ il calcio (come ricostituente) ♠ il sociale (e l’antisociale)
sabato 25 agosto 2012
giovedì 16 agosto 2012
♠ inglesitudine
Non so quando ho cominciato ad essere affascinato dalla Gran Bretagna e l'Inghilterra in particolare.
Sicuramente non da bambino, troppo bello il mito del far-west, dei film, degli indiani e cowboy, alimentata anche dalla famelica lettura di Tex.
Sicuramente neanche qualche anno dopo, quando divoravo i fumetti dei supereroi ammericani della Marvel...
Ho cominciato ad essere affascinato dall'Inghilterra alla fine degli anni '70, quando ho cominciato ad interessarmi alla Formula 1,dove tutti i team che erano l'ossatura della formula 1, erano fondati e diretti da ex-piloti come Bruce McLaren, Jack Brabham, Frank Williams, John Surtees Colin Chapman oppure da eccentrici miliardari come Lord Hesketh. Bastavano un po' di soldi, un manipolo di buoni meccanici, e un pilota di belle speranze e la squadra di formula 1 era fatta...
Oppure sono stati gli anni '80, la scoperta della musica, quella buona dei Queen, o dei Pink Floyd, o quella così così dei vari artisti che hanno brillato per una hit o poco più, come i Dead or Alive, per esempio....
Ma più probabilmente è stato l'avvicinarmi al calcio inglese che mi ha dato il colpo finale. Ero abituato al calcio italiano dove l'imperativo era primo non prendere gol, quindi squadre chiuse e poco spettacolo, eppoi l'italico vizio di cercare di vincere perchè sei più furbo e non più forte, le sceneggiate, il buttarsi in area in cerca di un rigore.... All'improvviso mi sono trovato immerso in uno sport diverso, dove vincere voleva dire sovrastare l'avversario, soprattutto fisicamente, dove i furbi non sono apprezzati nemmeno dai propri tifosi....
ho conosciuto un mondo dove il rispetto dell'avversario e la sana, sportiva competizione sono la norma.
Dove l'importante è dare il massimo, poi può capitare di incontrare qualcuno di più forte e perdere, ma il tuo pubblico ti applaudirà se hai dato il massimo. E questo è il modo d'intendere le cose che preferisco. Nel giro di poco tempo ho smesso di seguire il calcio italiano a favore della Premier League inglese.
Ma sicuramente c'è dell'altro, mi affascina quella società che sà essere bivalente, estremamente tradizionale ma fortemente innovatrice;
un popolo che ha avuto uno dei più grandi statisti, Winston Churchill, che l'ha
guidata durante la seconda guerra mondiale non promettendo che sangue, fatica, lacrime e sudore ( e non "vincere e vinceremo!") per poi mandarlo a casa a guerra vinta.
Un popolo che gira a sinistra, che ha il miglio, la pinta, i piedi e i pollici, che ha un vago sentore del sistema metrico decimale, ma che quando c'è da risolvere un problema lo fa radicalmente, senza troppe pezze,
Un popolo che ha ancora la monarchia, ma anche una delle più solide democrazie, che ha poche leggi ma le rispetta.
Un popolo che sa essere molto pragmatico ma anche sognatore e un po folle, che ci ha regalato tante belle storie come Peter Pan e tanta nuova buona musica...
Un popolo che è orgoglioso ma sa anche non prendersi troppo sul serio (come ha dimostrato egregiamente nell'organizzazione delle olimpiadi, soprattutto nella meravigliosa cerimonia inaugurale)
Mi sento molto affine a quel mondo, tant'è che la prima volta che sono andato a Londra mi sembrava di essere a casa; di solito nei posti nuovi si è un po contratti, guardinghi, si vede che sei "ospite". No. Io ero talmente naturale e a mio agio che la gente mi fermava per chiedermi indicazioni sulle strade...
Sicuramente non da bambino, troppo bello il mito del far-west, dei film, degli indiani e cowboy, alimentata anche dalla famelica lettura di Tex.
Sicuramente neanche qualche anno dopo, quando divoravo i fumetti dei supereroi ammericani della Marvel...
Ho cominciato ad essere affascinato dall'Inghilterra alla fine degli anni '70, quando ho cominciato ad interessarmi alla Formula 1,dove tutti i team che erano l'ossatura della formula 1, erano fondati e diretti da ex-piloti come Bruce McLaren, Jack Brabham, Frank Williams, John Surtees Colin Chapman oppure da eccentrici miliardari come Lord Hesketh. Bastavano un po' di soldi, un manipolo di buoni meccanici, e un pilota di belle speranze e la squadra di formula 1 era fatta...
Oppure sono stati gli anni '80, la scoperta della musica, quella buona dei Queen, o dei Pink Floyd, o quella così così dei vari artisti che hanno brillato per una hit o poco più, come i Dead or Alive, per esempio....
Ma più probabilmente è stato l'avvicinarmi al calcio inglese che mi ha dato il colpo finale. Ero abituato al calcio italiano dove l'imperativo era primo non prendere gol, quindi squadre chiuse e poco spettacolo, eppoi l'italico vizio di cercare di vincere perchè sei più furbo e non più forte, le sceneggiate, il buttarsi in area in cerca di un rigore.... All'improvviso mi sono trovato immerso in uno sport diverso, dove vincere voleva dire sovrastare l'avversario, soprattutto fisicamente, dove i furbi non sono apprezzati nemmeno dai propri tifosi....
ho conosciuto un mondo dove il rispetto dell'avversario e la sana, sportiva competizione sono la norma.
Dove l'importante è dare il massimo, poi può capitare di incontrare qualcuno di più forte e perdere, ma il tuo pubblico ti applaudirà se hai dato il massimo. E questo è il modo d'intendere le cose che preferisco. Nel giro di poco tempo ho smesso di seguire il calcio italiano a favore della Premier League inglese.
Ma sicuramente c'è dell'altro, mi affascina quella società che sà essere bivalente, estremamente tradizionale ma fortemente innovatrice;
un popolo che ha avuto uno dei più grandi statisti, Winston Churchill, che l'ha
guidata durante la seconda guerra mondiale non promettendo che sangue, fatica, lacrime e sudore ( e non "vincere e vinceremo!") per poi mandarlo a casa a guerra vinta.
Un popolo che gira a sinistra, che ha il miglio, la pinta, i piedi e i pollici, che ha un vago sentore del sistema metrico decimale, ma che quando c'è da risolvere un problema lo fa radicalmente, senza troppe pezze,
Un popolo che ha ancora la monarchia, ma anche una delle più solide democrazie, che ha poche leggi ma le rispetta.
Un popolo che sa essere molto pragmatico ma anche sognatore e un po folle, che ci ha regalato tante belle storie come Peter Pan e tanta nuova buona musica...
Un popolo che è orgoglioso ma sa anche non prendersi troppo sul serio (come ha dimostrato egregiamente nell'organizzazione delle olimpiadi, soprattutto nella meravigliosa cerimonia inaugurale)
Mi sento molto affine a quel mondo, tant'è che la prima volta che sono andato a Londra mi sembrava di essere a casa; di solito nei posti nuovi si è un po contratti, guardinghi, si vede che sei "ospite". No. Io ero talmente naturale e a mio agio che la gente mi fermava per chiedermi indicazioni sulle strade...
domenica 12 agosto 2012
♥ anch'io a volte...
- Lopo, vieni un attimo in cucina che ho bisogno?-
- Arrivo! -
- Babbo, ho bisogno di te per incollare ....-
- Un attimo!-
- Papà vieni da me, mi leggi? -
- Aspetta un secondo! -
- C'è tuo babbo che ha bisogno di parlare con te!-
- .... -
... anch'io, a volte, avrei bisogno di me.......
- Arrivo! -
- Babbo, ho bisogno di te per incollare ....-
- Un attimo!-
- Papà vieni da me, mi leggi? -
- Aspetta un secondo! -
- C'è tuo babbo che ha bisogno di parlare con te!-
- .... -
... anch'io, a volte, avrei bisogno di me.......
lunedì 6 agosto 2012
♦ I want to break free....
Estate 1984, a quell'epoca non ascoltavo musica straniera.
Cresciuto a pane e cantautori, non riuscivo ad appassionarmi ad altra musica.
Tranne due eccezioni : i Pink Floyd e i Queen.
Poi grazie a Videomusic, incominciai ad apprezzare altra musica.
Uno dei video più belli di quel periodo è questo:.
Geniale.
Solo quel fenomeno di Freddie Mercury poteva fare questo video, con quei passettini veloci quando passa da una stanza all'altra, l'improbabile mise da casalinga, con trucco curato e i baffi...
Divertentissimo.
Ho visto qualche giorno or sono un documentario su Mercury. Che voce, che talento.... che vuoto che ha lasciato.....
Questo video piace molto anche a Pitulice.
Lo ha visto la prima volta nel 1990, qualche mese dopo la caduta del regime di Ceausescu.
E' stata la prima volta che sentiva parlare dei Queen, e non riusciva a capire che era quel matto di quel video.
Poi lo ha capito.
E non ha più smesso di ascoltarli...
Cresciuto a pane e cantautori, non riuscivo ad appassionarmi ad altra musica.
Tranne due eccezioni : i Pink Floyd e i Queen.
Poi grazie a Videomusic, incominciai ad apprezzare altra musica.
Uno dei video più belli di quel periodo è questo:.
Geniale.
Solo quel fenomeno di Freddie Mercury poteva fare questo video, con quei passettini veloci quando passa da una stanza all'altra, l'improbabile mise da casalinga, con trucco curato e i baffi...
Divertentissimo.
Ho visto qualche giorno or sono un documentario su Mercury. Che voce, che talento.... che vuoto che ha lasciato.....
Questo video piace molto anche a Pitulice.
Lo ha visto la prima volta nel 1990, qualche mese dopo la caduta del regime di Ceausescu.
E' stata la prima volta che sentiva parlare dei Queen, e non riusciva a capire che era quel matto di quel video.
Poi lo ha capito.
E non ha più smesso di ascoltarli...
sabato 28 luglio 2012
♥ Pitulice
Sarebbe semplice raccontare ciò che mi attrae e mi lega a Pitulice.
Oppure maledettamente complicato.
Non é una storia da romanzo rosa e non lo sarà mai.
Non c'è la nuvoletta rosa, è tutto concreto. Come lei.
Fatica a lasciarsi andare. Ha i suoi motivi, nascosti nelle pieghe del suo Cuore.
Ed è bellissima, forse più oggi di quando ci siamo conosciuti.
Merito di qualche chiletto che ha arrotondato qualche curva.
Merito della serenità dello sguardo.
Tutti si sorprendono quando dichiara la sua età, normalmente le danno 10 anni in meno,
qualche temerario è arrivato a 15...
E ancora oggi mi sorprendo che lei sia capitata proprio a me
... forse si era un po' distratto Dio quel giorno!
E prendo a prestito una canzone, di chi sa descrivere meglio di me le emozioni:
Vabbè, non è proprio un modo ortodosso,
però
Buon Compleanno, Pitulice
Oppure maledettamente complicato.
Non é una storia da romanzo rosa e non lo sarà mai.
Non c'è la nuvoletta rosa, è tutto concreto. Come lei.
Fatica a lasciarsi andare. Ha i suoi motivi, nascosti nelle pieghe del suo Cuore.
Ed è bellissima, forse più oggi di quando ci siamo conosciuti.
Merito di qualche chiletto che ha arrotondato qualche curva.
Merito della serenità dello sguardo.
Tutti si sorprendono quando dichiara la sua età, normalmente le danno 10 anni in meno,
qualche temerario è arrivato a 15...
E ancora oggi mi sorprendo che lei sia capitata proprio a me
... forse si era un po' distratto Dio quel giorno!
E prendo a prestito una canzone, di chi sa descrivere meglio di me le emozioni:
Vabbè, non è proprio un modo ortodosso,
però
Buon Compleanno, Pitulice
lunedì 16 luglio 2012
♠ Bologna
Non sono avvezzo a girare per Bologna.
Ho seguito qualche lavoro in città.
Ci ho fatto qualche "vasca" con gli amici, ma non posso dire di conoscerla e quindi apprezzarla come merita.
Ultimamente ci andavo con il mio Cattivo Maestro, una specie di rituale:
Ritrovo con gli altri compagni di merende, un po di autostrada, il taglio in mezzo alle campagne, colazione a Castenaso, parcheggio zona stazione, visita al negozio di fumetti, dove si scialacquava un po del denaro guadagnato, McDonalds, un giro in centro e cose così.
Sabato, come regalo di compleanno, ho avuto al possibilità di andare al negozio di fumetti, per guardare qualche novità ed acquistare qualcosa.
Era un paio d'anni buoni che non andavo, di solito era un rituale del primo weekend in cui rimanevo solo quando Pitulice era in Romania....
Forse era troppo tempo che non ci venivo, l'ho trovata diversa,
Vecchia, stanca,
pochi negozi aperti e molte saracinesche abbassate.
Sporcizia sotto i portici.
poca gente
due tossici di mezz'età che si passavano una siringa
un dormitorio per senzatetto negli archetti del vecchio muro ristrutturato, dietro alla stazione delle corriere, sotto alla montagnola....
E dov'è la ricca signora che fu contadina, con i salami in vetrina, che cantava Guccini?
Non c'è più
O, almeno, io non l'ho vista.
E mi spiace.
Bologna, non pensavo di volerti così bene...
Ho seguito qualche lavoro in città.
Ci ho fatto qualche "vasca" con gli amici, ma non posso dire di conoscerla e quindi apprezzarla come merita.
Ultimamente ci andavo con il mio Cattivo Maestro, una specie di rituale:
Ritrovo con gli altri compagni di merende, un po di autostrada, il taglio in mezzo alle campagne, colazione a Castenaso, parcheggio zona stazione, visita al negozio di fumetti, dove si scialacquava un po del denaro guadagnato, McDonalds, un giro in centro e cose così.
Sabato, come regalo di compleanno, ho avuto al possibilità di andare al negozio di fumetti, per guardare qualche novità ed acquistare qualcosa.
Era un paio d'anni buoni che non andavo, di solito era un rituale del primo weekend in cui rimanevo solo quando Pitulice era in Romania....
Forse era troppo tempo che non ci venivo, l'ho trovata diversa,
Vecchia, stanca,
pochi negozi aperti e molte saracinesche abbassate.
Sporcizia sotto i portici.
poca gente
due tossici di mezz'età che si passavano una siringa
un dormitorio per senzatetto negli archetti del vecchio muro ristrutturato, dietro alla stazione delle corriere, sotto alla montagnola....
E dov'è la ricca signora che fu contadina, con i salami in vetrina, che cantava Guccini?
Non c'è più
O, almeno, io non l'ho vista.
E mi spiace.
Bologna, non pensavo di volerti così bene...
♥ l'età è una cosa relativa...
Ieri era il mio compleanno.
Arrivati ad una certa età non è bello festeggiare il compleanno,
festeggiare il tempo che passa non mi sembra un gran che.
Non si diventa grandi, si diventa vecchi.
Non così è per i bambini, loro sì che hanno fretta,
che devono diventare grandi.....
Quindi niente festeggiamenti in programma.
In tarda mattinata mi si avvicina Caji:
- babbo, ma oggi è il tuo compleanno? -
L.: - sì Caji.-
C.: - E dov'è la torta?-
L. : - Non c'è la torta, - poi sorridendo, aggiungo:- quando si è vecchi, non si compra la torta!-
Caji mi guarda serissimo e poi mi guarda negli occhi e dice: - Tu non sei vecchio, sei il mio babbo!- e poi mi abbraccia forte.
Buon compleanno, lopo
e non scherzare più sull'età
(soprattutto coi bambini.....)
giovedì 5 luglio 2012
♥ giorni uguali, giorni diversi
Ogni tanto ritorno a pensare a quand'ero bimbo, e come da bimbo mi immaginavo essere adulto.
Non avevo grandi sogni, mi immaginavo una vita tranquilla, un lavoro, una famiglia, le vacanze...
Come, ai miei occhi, era quella della mia famiglia.
Ma forse era una visione falsata dagli occhi della fanciullezza.
Il mitico Titta ci ha insegnato che:
da giovane sognavo una vita di donne e champagne
ma è fatta di seghe e gazzosa la dura realtà....
Vabbè, Titta è un po' esagerato nelle sue cose, però qualcosa di vero c'è.
Più avanzi negli anni, più il tempo vola.
E i giorni si rincorrono, molto simili al punto di confonderli....
Sveglia presto, ufficio, pranzo al volo, lavoro, si torna a casa la sera, così dal lunedì al venerdì, poi week-end fatti da lavoro al sabato mattina, piscina, uno scampolo di partita in TV, una passeggiata alla domenica, poi si ricomincia...
Qualche tempo fa ho riascoltato una vecchia canzone dei Pink Floyd. :
Era tanto che non l'ascoltavo attentamente.
Forse non l'avevo mai capita. Ma adesso le frasi:
sei giovane e la vita è lunga, c’è tempo per ammazzare l’oggi
e poi un giorno scopri che ti sei lasciato dietro dieci anni
Nessuno ti ha detto quando correre, e tu hai perso il colpo di partenza
E corri e corri per raggiungere il sole, ma sta calando
e girando per rispuntare ancora dietro di te
il sole è lo stesso nella stessa via, ma tu sei invecchiato
col respiro più corto e di un giorno più vicino alla morte.
Sono molto più chiare, drammaticamente, quotidianamente reali.
Ma c'è un antidoto a tutto questo?
Forse sì. E' farsi coinvolgere, è condividere la scoperta del mondo dei bambini.
Ho la fortuna di averne due sotto il mio tetto.
E allora costrurire insieme un aereo che non volerà se non sulle ali della fantasia.
E cercare di essere un po' meno Capitan Uncino e un po' di più Peter Pan...
e poi un giorno scopri che ti sei lasciato dietro dieci anni
Nessuno ti ha detto quando correre, e tu hai perso il colpo di partenza
E corri e corri per raggiungere il sole, ma sta calando
e girando per rispuntare ancora dietro di te
il sole è lo stesso nella stessa via, ma tu sei invecchiato
col respiro più corto e di un giorno più vicino alla morte.
Sono molto più chiare, drammaticamente, quotidianamente reali.
Ma c'è un antidoto a tutto questo?
Forse sì. E' farsi coinvolgere, è condividere la scoperta del mondo dei bambini.
Ho la fortuna di averne due sotto il mio tetto.
E allora costrurire insieme un aereo che non volerà se non sulle ali della fantasia.
E cercare di essere un po' meno Capitan Uncino e un po' di più Peter Pan...
mercoledì 4 luglio 2012
♥ la difficoltà del fratello maggiore
Non sempre è facile essere il fratello maggiore.
Anzi, credo che per Ajie raramente lo sia.
Ajie e Caji sono diversi, tanto diversi. A volte troppo.
Ajie assomiglia a me, in tante cose; sia fisicamente che di carattere.
E non è detto che questo sia una cosa buona.....
Ajie è un osservatore, scruta il mondo, cerca di capirlo prima di interagire con esso.
E a volte, a forza di scrutare, si perde l'attimo giusto.
Ajie è quello che alle feste starà in disparte, lasciando le luci del palcoscenico ad altri. Ma sarà un eminenza grigia, uno che sarà influente ma dietro le quinte.
Caji è diverso. E' accattivante, con quegli occhietti furbetti e quel sorriso da venditore.
Ma non è il suo essere simpatico che lo porta ad essere (spesso) al centro della nostra attenzione: sono anche una sequela di problemi ed inciampi; dal ricovero in ospedale ad un mese, al non dormire la notte, alla logopedia con gli annessi e connessi di problemi di comportamento.
E invece Ajie ha risolto il suo ritardo di linguaggio da solo. Ha iniziato la prima materna che aveva un ritardo di circa un anno nel parlare, ed ha finito l'anno nella media.
Il suo essere tosto fa sì che, inconsciamente, lo si metta un poco in secondo piano.
E allora lui, sempre così misurato, diventa arrogante e disubbidiente. Ma non è nella sua natura per cui sbaglia le modalità e i tempi. Spesso lo fa quando noi genitori siamo stanchi e poco propensi alla comprensione.....
Ed il fatto di avere un carattere simile non aiuta!
Ma è il mio cucciolo, e gli voglio bene perchè è molto simile a me.
E allora questo post è tutto per te, cucciolo, perchè so quanto a volte sia difficile il tuo ruolo di primo fratello, quello che traccia la via.
E perchè hai portato a casa una pagella straordinaria, aldilà di ogni aspettativa, frutto del costante impegno di un anno.
Sono molto orgoglioso di te.
Anzi, credo che per Ajie raramente lo sia.
Ajie e Caji sono diversi, tanto diversi. A volte troppo.
Ajie assomiglia a me, in tante cose; sia fisicamente che di carattere.
E non è detto che questo sia una cosa buona.....
Ajie è un osservatore, scruta il mondo, cerca di capirlo prima di interagire con esso.
E a volte, a forza di scrutare, si perde l'attimo giusto.
Ajie è quello che alle feste starà in disparte, lasciando le luci del palcoscenico ad altri. Ma sarà un eminenza grigia, uno che sarà influente ma dietro le quinte.
Caji è diverso. E' accattivante, con quegli occhietti furbetti e quel sorriso da venditore.
Ma non è il suo essere simpatico che lo porta ad essere (spesso) al centro della nostra attenzione: sono anche una sequela di problemi ed inciampi; dal ricovero in ospedale ad un mese, al non dormire la notte, alla logopedia con gli annessi e connessi di problemi di comportamento.
E invece Ajie ha risolto il suo ritardo di linguaggio da solo. Ha iniziato la prima materna che aveva un ritardo di circa un anno nel parlare, ed ha finito l'anno nella media.
Il suo essere tosto fa sì che, inconsciamente, lo si metta un poco in secondo piano.
E allora lui, sempre così misurato, diventa arrogante e disubbidiente. Ma non è nella sua natura per cui sbaglia le modalità e i tempi. Spesso lo fa quando noi genitori siamo stanchi e poco propensi alla comprensione.....
Ed il fatto di avere un carattere simile non aiuta!
Ma è il mio cucciolo, e gli voglio bene perchè è molto simile a me.
E allora questo post è tutto per te, cucciolo, perchè so quanto a volte sia difficile il tuo ruolo di primo fratello, quello che traccia la via.
E perchè hai portato a casa una pagella straordinaria, aldilà di ogni aspettativa, frutto del costante impegno di un anno.
Sono molto orgoglioso di te.
♦ ...classe di uomini scelti, di gente sicura...
La chiusura di splinder ( e i miei casini personali) non sono stati indolori.
Purtroppo ho perso più del dovuto i contatti con una persona con la quale si era instaurato un bel rapporto.
Una particolarità era l'inviarsi delle canzoni via PVT.
L'altra mattina per caso ho sentito una canzone per radio che non conoscevo.
Mi ha ricordato "qualcuno":
Sì, questa canzone è per te!
... e diffidate dagli uomini scelti, gente sicura......
Purtroppo ho perso più del dovuto i contatti con una persona con la quale si era instaurato un bel rapporto.
Una particolarità era l'inviarsi delle canzoni via PVT.
L'altra mattina per caso ho sentito una canzone per radio che non conoscevo.
Mi ha ricordato "qualcuno":
Sì, questa canzone è per te!
... e diffidate dagli uomini scelti, gente sicura......
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