sabato 11 luglio 2020

♥♦ Ridere (amaro)

C'è una bella canzoncina che le radio ci fanno ascoltare:


Mi piace, E' un po' un inno a riprendersi i bei ricordi, al fatto che anche quando una storia finisce non si deve annullare tutto.
Anche se il rischio è quello di diventare 
..ora sono solo un tizio 
Che se lo incontro dalla strada gli fai un cenno di saluto e via

Purtroppo

venerdì 10 luglio 2020

♥♦ il dottore dell'amore.

Il dottore dell'amore....

Questo era l'appellativo con cui era noto Titta.
Titta... al secolo Giuseppe Tittarelli. 
Una vera istituzione nel ravennate (e zone limitrofe, e non solo).
Lui e le Fecce Tricolori hanno imperversato su tutta la riviera portando il loro rock demenziale in tutti i posti in cui si poteva suonare: feste della birra, sagre, festival di partito, palchetti di stabilimenti balneari...
da metà degli anni '90 al 2005 (anno di scioglimento della band) hanno accompagnato le nostre estati....

...La notizia è arrivata come un pugno allo stomaco.
Leggo le notizie locali, e tra quelle in evidenza c'è la morte di Titta.

Mi ha rattristato molto, e non solo perchè mi ricordava momenti in cui ero decisamente più giovane.
Non era bello, tutt'altro.
Non era bravissimo a cantare.
I suoi testi erano volgarotti e infarciti di doppi sensi non sempre eleganti.

E allora perchè era così apprezzato al punto che la notizia della sua prematura morte (a soli 51 anni) ha avuto così risalto e molti hanno lasciato messaggi.
Non saprei dirlo.
Titta era già stato citato in post di questo blog, riportando un frammento di una canzone "da giovane spesso sognavo di donne e champagne ma è fatta di s*gh* e gazzosa la dura realtà..."  

Forse ha ragione il consigliere comunale di Ravenna Rudy Gatta che così ha commentato :
"Stanotte sono tornato a casa in macchina cantando a squarciagola "Pane e due etti di crudo". Ho pensato a te, Dottore dell'Amore e a noi ragazzi di campagna cresciuti con te come mito... Sfigati, liberi e felici. Sì, perchè ci hai insegnato che essere sfigati di provincia non è così male:" 
(fonte http://www.ravennatoday.it/cronaca/morto-cantante-titta-giuseppe-tittarelli-ricordo-amici.html )


E allora grazie di tutto Titta, dottore dell'Amore, che questo viaggio ti sia lieve, che trovi quella serenità che (ultimamente) avevi perso anche a causa della recente malattia.

Ho trovato questo suo video, mi sembra un bell'arrivederci...



sabato 4 luglio 2020

♥ ogni lasciata, ogni persa....

Il fatto è che spesso, molto spesso ho frequentato la solitudine,
Soprattutto nel periodo che i più dicono spensierato. I quasi vent'anni che vanno dall'adolescenza ai 34 anni (quando ho incontrato colei che è diventata mia moglie) sono stati solo per un quarto circa vissuti condividendo spazi ed emozioni con una lei. 
Per i restanti tre/quarti ho indossato spesso il mio vestito color tappezzeria.
E questo mi ha dato una  sensazione di vuoto difficilmente  colmabile, se ci aggiungiamo che delle relazioni che si susseguivano ne subivo la fine, non ho tanti bei ricordi del periodo. Anzi. 
Ma è stato proprio così? Sono stato sempre vittima di ragazze sbagliate, che non mi hanno capito (oppure nemmeno mi hanno mai voluto)?
Certo, essere rifiutati fa male. soprattutto agli animi più sensibili (o sensibilmente maldestri ). E i ricordi dolorosi sono quelli che fanno più compagnia.
Ma è stato proprio così?

Mi sono trovato poco tempo fa a fare i conti con una parte del mio passato, del mio cuore che ogni tanto riaffiora. Come un torrente carsico. 
E a dover prendere una decisione. Difficile. Che ha fatto soffrire una persona.
E allora mi sono accorto che non è la prima volta che succede.
Perchè è vero che Maria mi lasciò per i miei vent'anni, regalandomi "cent'anni di solitudine".
Ma è anche vero che non ho mai dato una possibilità alla Futura Cardiologa alla quale avevo spezzato il cuore...
E poi c'è stata la Moretta che, dopo qualche mese di frequentazione mi disse "Non sono innamorata di te, e se lo fossi mi dispiacerebbe tanto..."
Ma c'è stata anche Clara, la ragazza di buona famiglia, con la quale mi sarei sistemato, ma poi mi sono accorto che avevamo due idee del futuro troppo diverse e quindi l'ho lasciata prima di combinare guai peggiori.
Non dimentico poi la ragazza dell'Est con gli occhi azzurri e i capelli scuri, con la quale passai una estate spensierata, e che lasciai al telefono per inseguire un altro sogno.
Quel sogno che poi si è trasformato in un incubo, lasciandomi molte cicatrici....

E allora non è stato tutto uguale, ci sono donne che ho perso. E ce ne sono altre che ho lasciato.
E forse ha ragione Ruggeri quando in "quindici righe" indica che 
...quando una donna non t'ama
sta vendicando un'altra
che non hai amato tu...


sabato 27 giugno 2020

♥ piccolo grande uomo

Nella nostra famiglia c'è la tradizione che, a partire dalla prima elementare, viene elargita una paghetta, un €uro ogni giorno di scuola. Se va tutto bene. 
Se si perde una matita, una gomma o il temperino, l'€uro va a compensare il danno (ovviamente il tutto condito da un po' di elasticità...)
In questo modo imparano prestissimo a non perdere le cose, e con i soldi racimolati possono poi comprare quello che vogliono.
Avendo avuto buoni risultati con i due grandi abbiamo riproposto il sistema con Cock, il quale ci ha ascoltato attentamente, e si è detto d'accordo e aveva  anche pensato che 4 €uro al giorno sarebbe stato un importo equo....scatenando così le proteste (giustificatissime) dei fratelli più grandi.


Mi arriva una notifica di un acquisto on-line, roba di poco conto.
Non ci faccio caso, Ajie ha l'accesso per cui....
E' un controller per una consolle di videogiochi. Boh, se ne sarà rotto uno..

Torno a casa la sera, mi accoglie Cock impaziente:
- Babbo oggi ho comprato un "telecomando" nuovo - esordisce con gli occhioni sgranati, che tradiscono la necessità di essere più credibile possibile.
Lo guardo incuriosito:
- Sì, così possiamo giocare tutti e tre insieme - fa sì con la testa sfoderando uno dei suoi sorrisi migliori.
Sorrido anche io.
Poi mi guarda serio: - Non ti preoccupare, ti do io i soldi, lo pago con i miei soldi....
Cucciolo...

- Ok va bene, ne parliamo dopo - Io tendo ad avere la memoria labile su questi piccoli acquisti anche perchè sono abbastanza sporadici.
Ma non ho fatto i conti con la determinazione di Cock.
Più tardi, ha cercato il suo portafoglio e, non trovandolo, ha svegliato la mamma che dormiva, per farsi trovare pronto a saldare il suo debito,
Quando sono entrato in soggiorno ho trovato i soldi vicino al mio telefono. 
E Cock lì vicino, in piedi.
Fierissimo.

E io molto orgoglioso del mio piccolo grande uomo.
Che sa già il valore delle cose.
Che sa già il valore della parola data.
Che sa già il valore dei debiti e dei crediti.

domenica 14 giugno 2020

♦ auguri Francesco

Non ricordo quale sia la prima canzone che ho ascoltato di Guccini. 
In fondo sono passati tanti anni, da non poterli più contare.

Ricordo perfettamente però che il primo Album in assoluto che ho comprato con i miei soldi è stato "Amerigo", nel 1978. 

Avevo 11 anni. 
Ascoltare Guccini a 11 anni... Peggio, acquistarlo... non è proprio quello che ci si aspetta da un adolescente.... (infatti i risultati di quelle frequentazioni ancora si vedono..)
Ero ovviamente influenzato dalle persone che frequentavo in quel periodo, io e qualche fortunato mio coetaneo, eravamo i "fratellini minori" di un gruppo di amici di 10/15 anni più di noi.
E questo ha indubbiamente influenzato la nostra formazione culturale ( "..io appena giovane sono invecchiato...").

E i cantautori erano molto amati in quel periodo, in quell'ambiente.  E cantati.
E quanti concerti visti insieme. E allora si scopriva un altro Guccini, non l'uomo che sapeva raccontare belle storie ma spesso malinconiche, ma un ironico e divertente affabulatore.
Una volta ci presentammo nel pomeriggio ad un concerto ad un "festival dell'Unità" ed ci capitò di assistere anche al sound-check, dove Francesco per fare le prove, cantò una canzone di un altro cantautore (credo Vecchioni). 
Alla fine noi gli dicemmo "Francesco, non è tua questa canzone!" 
Lui ci guardò stupito e ci disse: " ma siete sicuri?" 
"Siii!" noi tutti, in coro"
"Ma è bellissima.... peccato! speravo di averla scritta io..."
Risata generale..

Ci sono tante canzoni di Guccini che fanno parte della mia personale colonna sonora.Tante da non poterle elencare, per non correre il rischio di annoiare, o di dimenticarne qualcuna.
E allora non potevo non dedicargli qualche pensiero nel giorno dei suoi 80 anni (incidentalmente la stessa età di mio padre...)

Dicevo, ho visto tanti concerti suoi, e ho acquistato nel tempo molti suoi vinili. E qualche CD, ma il primo album acquistato in musicassetta, è andata perduto.

La naturale evoluzione della sua capacità (o necessità) di raccontare storie è stata scrivere libri. ho trovato divertentissimi i 2 volumetti del  "dizionario delle cose perdute",



l'ultima volta che ho avuto l'occasione di vederlo, aveva smesso di scrivere e cantare canzoni, era una serie di incontri con il pubblico, una sorta di saluto, poi seguito da un mini concerto in cui i suoi musicisti, compagni di decine di canzoni, album e concerti riproponevano le sue canzoni.

E' stato emozionante quando è apparso quell'omone, visibilmente invecchiato nel fisico, ma ancora finemente arguto e ironico. 
E' stato bello incontrarlo per quello che poteva essere l'ultima volta ufficiale.
E' stato strano ascoltare le sue canzoni cantate da un altra voce, anche se è quella del suo grande amico e sodale Juan Carlos "Flaco" Biondini. 
Sì, perchè molte delle canzoni di Guccini sono autobiografiche o sono storie visti con i suoi occhi, quindi sono personalissime, sentite cantate da altri fanno strano.

Sicuramente Guccini è parte importante della mia formazione, come si evince da  riferimenti che si trovano in qualche post di questo blog, e tanti altri ce ne saranno.
E' difficile trovare, tra le tante, una frase per chiudere decorosamente questo post; mentre sto scrivendo, sto ascoltando la registrazione di un concerto alla TV svizzera del 1982, e allora gli spunti sono tanti. 
Come "Bisanzio" mai attuale come adesso, in questo momento di incertezza, con la sensazione di un mondo che sta cambiando.
Oppure "Canzone di notte n.2" con quel rivendicare la propria originalità.

E invece, da un cassetto della memoria, ha fatto capolino questa frase:

"...Ti invidio perchè ancora
hai molte pagine da aprire
di un libro che ho già letto
e che tu devi ancora scoprire...
ma quando capirai
che cerchi un libro che non c'è
allora ti ricorderai di me...



pensando ai miei cuccioli.."canzone delle ragazze che sene vanno"