sabato 28 marzo 2020

♥ certe domande...

Passo le notti nero e cristallo
a sceglier le carte che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai....

Già. 
Perché ci son certe domande che sarebbe meglio non farsi mai.
Ho evitato di farmele per tanti anni. 
Probabilmente per paura di cercare la risposta...
Ma poi c'è che me le ha fatte. 
E all'inizio ho fatto scena muta, come uno studente poco diligente, poco studioso.
Ma poi più di uno ha fatto le domande.
E allora ho dovuto mettermi a pensare, a ricordare, a cercare.

E ho trovato uno scritto, di tanti anni fa, con tanti auguri, tanti sogni, tanti pensieri, tante firme di persone che mi vogliono bene.

Dove sono finiti quei pensieri, quei sogni... dispersi nelle nebbie del tempo o gelati da una nevicata fuori stagione.
O forse erano solo frasi. scritte sulla sabbia.


E allora perché un "SI" detto davanti a tanti? cosa c'era allora che adesso manca?

E ritorno per un attimo all'ingenuità del mio primo amore, Maria: mi fece leggere una frase che più o meno faceva così:

..due persone si incontrano, si innamorano.
All'inizio, essi scambiano l'intensità dell'infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell'intensità del loro sentimento, in realtà potrebbe solo provare l'intensità della solitudine che provavano prima...

venerdì 27 marzo 2020

♥ compleanno al tempo del virus


Non è bello festeggiare il compleanno al tempo del Virus.

Soprattutto se sei un bimbo.

Oggi Cock compie 7 anni e ha chiesto un regalo; che oggi non si parli di virus, malattie e contagiati.

Hai ragione Cock. Prendiamoci un giorno di vacanza da questo pazzo mondo.

Tanti auguri mio pulcino. 

Oggi è solo per te.


giovedì 26 marzo 2020

♠♥ piccoli mondi e grandi uomini e donne

Lo so, il mio è un piccolo mondo. 
Fatto di rinunce, scelte e stanchezza.
Fino a qualche settimana fa poteva essere visto come un difetto: poca vita sociale (e sui social...), sveglia, lavoro, casa e i weekend con la famiglia.
E invece adesso si dimostra comodo, in quanto la semi-quarantena imposta dalla situazione non ha modificato più di tanto il mio mondo:
continuo ad alzarmi, ad andare al lavoro (in una piccola azienda), torno a casa dalla mia famiglia.... senza troppe rinunce e senza troppe tensioni.
Per certi versi il mio piccolo mondo si è rivelato un lusso. E cerco di fare del mio meglio per preservarlo.

Un lusso che altri, purtroppo, non hanno.
E penso ai medici, agli infermieri e alle infermiere, a tutto il personale che in questo momento sta lavorando negli ospedali e nelle case di riposo.
No, loro non hanno il lusso di nascondersi dentro un mondo piccolo.
Li chiamano Eroi, con un retrogusto di retorica che non mi è mai piaciuto.

Non sono Eroi, non hanno il cuore impavido dell'eroe senza macchia e senza paura.
Sono uomini (e donne), hanno paura, hanno stanchezza, hanno rabbia. 
E ci sono le persone che vogliono a loro bene, che conoscono le pieghe del loro cuore, che soffrono per loro, con un senso di impotenza che li opprime.

E non sono Supereroi, non hanno una Bat-caverna piena di attrezzature fantastiche, non hanno tutte i congegni del costume di Bat-man.
Hanno poche attrezzature, spesso insufficienti per proteggersi, spesso insufficienti per attaccare.

E hanno coraggio, ma anche paura. Hanno determinazione ma anche stanchezza. Hanno un gran cuore, ma anche rabbia.

Non sono Eroi.

Non sono Supereroi.

Sono Uomini e Donne. 
Nel senso più nobile del termine.

domenica 22 marzo 2020

♥ un bicchiere di Coca e un calice di vino

Mi piace raccontare storie, è vero. 
Ma mi piace anche ascoltarle.

Ma non è facile trovare altre persone che condividono il piacere di raccontare e ascoltare.
A volte si ha la fortuna di incontrarne qualcuna. Stavolta la fortuna mi ha sorriso.

Ci sono tante piccole storie da raccontarsi, tanti frammenti di un puzzle lungo vent'anni da incastrare, ma anche tutto il piacere di sentirsi chiedere la propria breve vita quotidiana. 

Ma c'è la freschezza del saper sorridere di se stessi (o dell'altro), e il gusto acidulo dell'ironia  e il gusto frizzante del conoscersi (o riconoscersi). Come in un bicchiere di Coca-Cola

Ma c'è anche la meditazione sul nostro rapporto con Dio, riflessioni su ciò che il tempo ci ha preso o ci ha dato, o il rotondo sapore di ciò che siamo... come in un calice di vino.



E un domani continueremo a raccontarci le nostre storie,
e ti guarderò negli occhi,
con davanti un bicchiere di Coca e un calice di vino....

sabato 21 marzo 2020

♠♥ No, non andrà tutto bene....(o forse sì.,,)

A differenza di tanti la mia vita non è stata ancora travolta dal Corona virus (o Covid 19 che dir si voglia). 
Continuo a uscire di casa per andare al lavoro, e ancora oggi, per motivi di lavoro, ho la possibilità di muovermi e vedo in alcune case esposto il disegno di un arcobaleno con la scritta ANDRA' TUTTO BENE .

No. Mi spiace.

Non andrà tutto bene. Non sta andando tutto bene.

C'è gente che muore. E non sono solo freddi numeri, sono persone come ci ricorda Gabriele Corsi nella riflessione "..era mio padre..."

Ci sono uomini e donne che rischiano la vita per cercare di salvarne altre. E a volte sono sconfitti.

Ce la faremo. Sopravviveremo in tanti. Ma a che prezzo? 
A qualche miglio dalla poltrona dalla quale sto scrivendo c'è il mare. Un pezzo della mia terra vive di turismo. Qual'è la loro prospettiva? Buia. Come buio è l'orizzonte di tanti lavoratori, tante aziende faticheranno a sopravvivere alla traversata di questo deserto, di cui non si vede la fine. Forse anche quella per cui lavoro.

No. Non andrà tutto bene. Non sta andando tutto bene.

Ma dobbiamo sopravvivere, dobbiamo farcela. Per dare un futuro ai ragazzi che stiamo crescendo. E per onorare chi non c'è più.

Mi conforta l'idea che alla fine di un periodo difficile, normalmente, c'è un periodo di rinascita, di crescita, di voglia di nuovo, di migliore. 
L'ho sentito raccontare dai miei nonni e dai miei genitori; l'ho respirato personalmente nei paesi dell'est dopo la caduta dei regimi comunisti all'inizio degli anni '90.
Ma ho un altra speranza. Ho la speranza che questa prova scuota dalle fondamenta l'attuale sistema economico basato sulla globalizzazione e sulla centralità del denaro.
Un sistema in cui l'1% della popolazione deteneva a metà del 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone (fonte Oxfam italia).
Un nuovo umanesimo, un nuovo modo di pensare che metta al centro l'uomo e la sua felicità. 

E allora sì, che tutto questo avrà un senso, e alla fine potremo dire 
..E' andata abbastanza bene!

Buona fortuna (nel frattempo)

venerdì 13 marzo 2020

♥ il (mio) Cattivo Maestro

Più volte nei miei scritti è stato citato un Cattivo Maestro. Questa sera e queste righe sono per lui.
Maestro... per definizione una persona che in virtù della maggiore conoscenza (o esperienza) contribuisce in parte (o in toto) alla preparazione  (o formazione) altrui.
Cattivo invece si dice di chi ha un influenza negativa... e i mondi culturali in cui mi ha portato erano considerati un po' negativi dai benpensanti...
E già questo basterebbe; ma il mio (Cattivo) Maestro mi ha salvato la vita almeno due volte.
La prima fisicamente, eravamo poco più che adolescenti, una giornata con il mare un poco mosso. facciamo il bagno tutti insieme, all'improvviso mi sento male, mi gira tutto, non riesco a stare in piedi. Egli mi afferra e mi conduce a riva. La fortuna vuole che è quasi 15cm più alto di me e moolto piu grosso, per cui con (apparente)  facilità mi porta a riva.
La seconda nel 1996, il mio anno terribile. Quello che mi ha messo a dura prova, il mio mondo che è in pezzi. Come la mia mano destra. Scivolo sempre più giù, nell'abbraccio mortale del Drago...
Ma il mio Cattivo Maestro vigila e con qualche buon fumetto  e  tanta buona musica, ritrovo la strada per il domani.


Già, la musica e i fumetti. Ma non solo... 
La nostra è una amicizia nata sui banchi di scuola, e continuata poi condividendo il piacere della musica e di qualche lettura. Siamo stati molto assieme da adolescenti, anche perchè nel nostro gruppo eravamo gli unici senza motorino. 
E poi gli unici senza morosa.
E allora abbiamo dedicato tempo alle nostre comuni passioni. Ma in lui c'era di più che in me. Non saprei definirlo, sicuramente una forza d'animo e una determinazione a me sconosciuta, quella che l'ha portato, sedicenne, a trasferirsi a quasi 300km da casa per studiare. E una curiosità intellettuale che l'ha portato ad esplorare molti mondi. E' stato lui che mi ha portato oltre al mio mondo facendomi conoscere i Pink Floyd, Sempre lui mi ha indicato la  via per il fumetto d'autore di Neil Gaiman o di Alan Moore...
Ma poi è andato oltre, con la musica indie o quella industriale, i fumetti dei Kappa boys o le graphic novel di Gipi o gli estremismi di Miguel Angel Martin...
Non riuscivo a seguire tutto il suo percorso, E qui sta la differenza tra un Maestro e un Allievo (non troppo dotato...).
Siamo stati compagni di bevute, concerti, viaggi, letture film, per tanti anni.
Poi nella vita del Cattivo Maestro è arrivata l'improvvisazione teatrale, nella mia Pitulice. 

Le strade hanno cominciato a divergere. Sempre di più. Fino a che ora ci vediamo raramente, a volte solo una volta all'anno, a Lucca Comics.

Normalmente le frequentazioni tra uomini finiscono per questioni di donne: 
o ci si innamora della stessa ( e questo siamo riusciti a superarlo );
oppure le compagne detestano l'altro (o la compagna dell'altro).

E questo ci è stato fatale.

giovedì 12 marzo 2020

♥ inquietudine

Mi sveglio stamane un po' inquieto. 
Ci sta dopo che ieri sera chi ci governa ci da la sensazione di essere sull'orlo di un precipizio. 
Non so se la mai attività ricade in quelle che possono continuare.
Non so se riuscirò ad arrivare al lavoro.
E con questi pensieri esco di casa, mi accoglie una fitta nebbia. 
Capita che al mattino mi accolga la nebbia, e normalmente non mi disturba. Anzi a volte mi piace farmi collare dall'atmosfera ovattata della nebbia, dove il mondo attorno è sfumato e rimango solo io con i miei pensieri.
Ma oggi no, non è la solita nebbia grigiastra, quella di oggi è biancastra.
E gli alberi, ancora spogli, si stagliano scuri, quasi  minacciosi.
Salgo la rampa di un ponte sul fiume, sulla sommità la nebbia si dirada per un attimo. 
Mi appare il sole. Un sole biancastro, lattiginoso. Più simile ad una luna piuttosto che a un sole. 
E' solo un attimo, ma l'immagine di quel brutto sole continua ad accompagnarmi.
Vengo riassorbito dalla nebbia biancastra.
Normalmente, a circa metà del percorso, la nebbia si dirada, e il sole mi sorride. Oggi no. La nebbia persiste, devo arrivare ai piedi delle colline per rivedere il sole.
Ma oggi il sole non sembra sorridere, anche perchè io so che a volte
....il giorno traveste di luce ogni cosa vivente
ma non toglie la paura dei fantasmi...
(Apapaia - Litfiba)

lunedì 9 marzo 2020

♥ frammenti

Gli occhioni di un bimbo.

un lieve tocco sulla schiena.... 
un "grazie!" condito da un dolce sorriso...

mani che tradiscono emozione.

Il sole che ci sorride

Piccoli frammenti.

 da custodire nel baule
dei bei momenti.


domenica 8 marzo 2020

♥ Paure

E tu, che mi parli di paura

E anch'io...

e poi per caso una frase, una vecchia canzone :

La vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare.

Mi fido di te...

E se fosse così?

sabato 7 marzo 2020

♥ Le regole. (della ragione)

Sono troppo vecchio per fare i test per i profili psicologici. 
Anche perché avendoli utilizzati io stesso per lavoro, lo so dove vanno a parare.
Ma mi è stato chiesto di farne uno dalla azienda per la quale lavoro, e io, diligentemente l'ho fatto.
I risultati non mi hanno sorpreso: individualista ma empatico, disordinato ma rigoroso, focalizzato sull'obbiettivo, con un livello importante di stress, rispettoso delle regole ma aperto al nuovo. Insomma una certificazione delle contraddizioni che fanno parte del mio bagaglio.
E' stato comunque interessante guardarmi un po' allo specchio, con qualcuno che mi prendeva le misure.
E nel test mi sono trovato spesso a sostenere l'importanza delle regole. E del loro rispetto. Troppo spesso. 
Credo che le regole sono importanti, sono quelle che permettono alle organizzazioni di funzionare. Siano queste aziende o famiglia. Mio padre mi ha insegnato il rispetto delle regole. E di questo gli sono grato.

Casa. Il posto dove ci si dovrebbe sentire al sicuro e sereni... E invece entro, rimuginando di regole e rispetto di organizzazioni e trovo l'eterna lotta tra il bene e il male, quest'ultimo impersonato da Ajie, sempre più insofferente alle cento (e altre cento) regole che il bene (impersonato dal di lui madre) impone.
E rimanere neutrale in questa tenzone è un lusso che raramente mi è concesso.
Stasera no. E quindi devo prendere le parti del bene, ovviamente (anche se delle volte avrei più simpatia per la controparte).
E dopo aver passato un campionario di cose da non dire e toni da non tenere, arriviamo misteriosamente a un momento di calma. Io e Ajie ai lati opposti di un tavolo, non solo metaforicamente.
E io, da uomo presumibilmente maturo gli parlo dell'importanza dell'impegno, del rispettare le regole, del fare le cose per la scuola in funzione del suo futuro e di non sprecare il tempo....
Mi guarda e mi ascolta. Poi è il mio turno di ascoltarlo. E il giovane che presumibilmente sta diventando uomo, mi racconta del suo mondo e del suo modo di affrontarlo, di fare quello che gli serve per avere un rendimento più che buono a scuola, ma non gli interessa che sia ottimo, perchè vuole il tempo per fare anche altre cose (l'ultima in ordine di tempo imparare a fare il giocoliere con 4 palline), e vuole il tempo per uscire con i suoi amici..
E poi la stoccata finale: voglio vivere al massimo questo momento.

Di primo impatto sarei in disaccordo, ma taccio, ascoltando Ajie che sostiene il suo punto di vista con vigore. Metto da parte il mio essere padre e ritorno per un attimo figlio, a cui è sempre stato detto che non era mai il momento giusto per fare quella cosa, che il momento di farla sarebbe stato un domani. Un domani che spesso non è arrivato.
Anche questo mi ha insegnato mio Padre, ma di questo non gli sono grato.
E allora penso ai miei bauli di desideri inespressi, di sogni interrotti, di progetti abortiti, sempre in attesa di un momento giusto.
E ho capito troppo tardi che non c'è mai un momento giusto per fare le cose, c'è solo un desiderio forte che rende le cose fattibili.
E non c'è posto per aggiungere anche i suoi bauli ai miei.
E allora ragazzo mio, ti appoggerò per quanto possibile. Anche a costo di lottare contro il Bene.
Perché le regole sono importanti, ma il buonsenso e la felicità lo sono di più.

Soprattutto la felicità.