lunedì 28 marzo 2016

♥ Pasqua 1996

Pasqua 1996.

Io e lei, invischiati in storie a metà tra il clandestino e il "complicato", non potendo passare il tempo con chi avremmo voluto, trascorremmo quel tempo facendoci compagnia.
Sostenendoci e confidandoci.

Son passati tanti anni e anche se cisi vede poco, l'amicizia è sempre quella di tanti anni fa.

Oggi come allora, Buona Pasqua di cuore Amica mia...


domenica 14 febbraio 2016

♦ goodbye Major Tom...

Zapping di tarda sera, mi imbatto in questo particolare duetto:


Annie Lennox e David Bowie che cantano Under Pressure in un concerto-tributo per Freddie Mercury.
Sono rimasto affascinato, me lo sono guardato, assaporato.
Il giorno dopo, la notizia della morte di David Bowie.

Non sono un fan sfegatato di Bowie, di tutto il suo percorso artistico; ma apprezzo molto il periodo dei primi anni '70 (Ziggy stradust, Starman, Life on Mars...) soprattutto Space Oddity:


.. Earth control to Major Tom...

Ma c'è un ricordo che mi lega a Bowie.
Un film.
Questo:  

Vidi questo film con un gruppo di amici, e conobbi Maria, il mio primo grande amore, il mio primo amore grande.
Ma questa è un'altra storia....
Che prima o poi, racconterò.

Per adesso 

Goodbye Major Tom....

sabato 13 febbraio 2016

♥ anch'io "Fon Fon, Tan Crin!"


il "fido Nokia..."
Il Natale appena passato ha portato un cambiamento epocale, ho cambiato il mio telefono personale dal fido Nokia, utilizzato sostanzialmente solo per comunicare con la mia dolce metà... 
In grado di fare telefonate e scrivere qualche sms.

Ma mi sembrava sufficiente.

Dietro le insistenze di Pitulice, (e di qualche amico o presunto tale..) ho dovuto capitolare ed acquistare lo smartphone.

Quando ho cominciato a domare l'ordigno, mi è tornato in mente uno sketch di un mio "quasi" conterraneo: Giuseppe Giacobazzi (quasi conterraneo perchè lui è cresciuto al di la del fiume...)



Ecco,
mi sono sentito umanamente molto vicino a Giorgio il tornitore.

Fon-Fon, Tan Crin!






domenica 22 novembre 2015

♠ Francesco ha (spesso) ragione...

Ho sentito un commento sui fatti di Parigi di Francesco Guccini che ricordava una sua canzone di tanti, tanti anni fa  "Libera nos domine" :

...da tutti gli imbecilli d'ogni razza e colore
[..] da visionari e martiri dell'odio e del terrore
da chi ti paradisa dicendo: è per amore
dai manichei che ti urlano "O con noi o traditore!"
libera, libera, libera nos Domine!

[..]

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura
dai preti d'ogni credo, da ogni impostura
da inferni e paradisi, da una vita futura
da utopie per lenire questa morte sicura
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura
da fedeli invasati d'ogni tipo e natura
libera, libera, libera nos Domine!

C'è da aggiungere altro?


sabato 14 novembre 2015

♠ "non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.."

Vorrei partire da qui.
Da questa frase attribuita a Voltaire.
Direi che è il fondamento della nostra cultura.
Loro no, hanno disprezzo delle idee altrui. E delle vite altrui.

non condivido la tua idea e ti toglierò la vita perché tu NON possa esprimerla

Sembra essere questo il loro credo.

Ed è questa, forse, la parte più spaventosa.

Dobbiamo capire che non possiamo più permetterci il lusso di essere buoni.
Perchè loro buoni non lo sono.
E non dobbiamo più essere buonisti, perché con questa ipocrisia ci stiamo scavando la fossa.

Non sono cattolico praticante ma la mia, la nostra cultura è cristiana, una cultura che mi permette di essere critico con la chiesa ed i suoi uomini, senza rischiare nulla.
E allora non dobbiamo permettere a nessuno di farci togliere i nostri simboli (come i crocefissi) "perchè offende la loro sensibilità".

Se permettete gli oltre  200 morti del volo russo o quasi 150 morti a Parigi  offendono  la mia sensibilità!

Non è facile districarsi tra diritti e doveri, tra paura e accoglienza, non è facile il da farsi.
Una cosa è certa, queste 2 battaglie le han vinte loro;  ci hanno terrorizzato, ci hanno colpito nei nostri momenti belli: una vacanza, un concerto, una cena al ristorante, una partita di calcio...

Sta a noi decidere se vogliamo vincere la guerra.

Settant'anni fa (abbondanti) l'Europa si trovò a combattere contro un'altra  forza che dimostrava di disprezzare la vita, come i Nazisti.
E si allearono con il diavolo in persona (nell'incarnazione di Josep Stalin) pur di vincere.

La situazione non mi sembra molto dissimile.

Speriamo che lo sia anche la coclusione

lunedì 9 novembre 2015

♥ Enrica

Estate 1997.
Una serata come tante, senza tanto da fare.
Mi fermo a guardare un torneo di calcetto, appoggiato alla ringhiera a bordocampo. Si avvicina una mia cara amica, in compagnia di Enrica, bionda, il cui abbigliamento estivo fa risaltare le forme. 
Rimango colpito dal colpo d'occhio, poi passiamo un paio d'ore insieme e rimango ancor più colpito dalla sua competenza e passione per il calcio....
Veramente inusuale in una ragazza!
C'è simpatia reciproca, capita così che mi inviti ad uscire con lei e i suoi amici.
Cosa che avviene per circa un anno.
In questo anno imparo a conoscere meglio Enrica e la sua storia, direi singolare. Capita di parlare di tante cose, ma soprattutto di calcio e politica (sua grande passione ).

Figlia di una famiglia borghese aveva grandi sogni e grandi progetti per il futuro.
Come il cerchio dei suoi amici.
I suoi amici.
Dopo un po' di mesi di loro ne ho le tasche piene.
E cambio aria.

Nel tempo, capita saltuariamente di incontrala,  sempre bella.  Capita anche di scambiare due parole; è indubbio che c'è stima reciproca.

Da qualche tempo capita che la domenica mattina, passeggiando con uno o più dei miei figli, ci si veda, lei in compagnia del cane. un caloroso saluto con la mano e nulla di più.
Ma non ieri, ieri ero solo. 
Enrica mi ha fermato e abbiamo colto l'occasione per raccontarci qualche frammento di vita.
Dei suoi sogni ne è rimasto qualche frammento, perso qua e la, tra una quotidianità diversa da quella immaginata anni fa.
Io avevo meno sogni. Ma ora ho una bella famiglia.
E nei suoi occhi mi è parso di vedere un'ombra di malinconia...

Mi spiace Enrica.
Meriteresti di essere felice.  

sabato 7 novembre 2015

♥ Camilla

Camilla potrebbe essere mia figlia.
Sì, perchè suo padre pochi anni più di me, anche se è diventato padre che era poco più che un ragazzo.
Camilla non è più con noi, una (lunga) malattia l'ha portata via.
A poco più di vent'anni, quando si dispiegano i sogni e si impegnano le forze per realizzarli, lei ha dovuto ripiegare i suoi perchè le sue forze servivano per combattere la malattia, che cominciava a manifestarsi.
Gli ultimi 10 anni abbondanti sono stati un saliscendi di speranze, paure, momenti di pace e peggioramenti.
Nell'ultimo periodo, il dolore era diventato insopportabile, lenito solo dalla morfina, e Camilla, intorpidita, voleva solo la visita dei suoi parenti stretti.
Non c'era più speranza. E Camilla lo sapeva.
A 31 anni la sua storia si è conclusa.

Non conoscevo Camilla, conosco però suo padre e ma soprattutto sua nonna, grande amica di mia madre.
Aldilà di tutto, sono rimasto molto addolorato dalla scomparsa di questa giovane donna.
31 anni.
Mi è venuto spontaneo pensare io a 31 anni. Non avevo ancora conosciuto la compagna della mia vita, i miei cuccioli erano solo nei sogni più arditi, la casa dove vivo era ancora quasi un rudere...
A 31 anni non avevo ancora posto le basi di quello che è il mio mondo.

La vita di Camilla è stata troppo breve, non ha avuto il tempo di costruire il suo mondo.
E forse non ha avuto il tempo di sognarlo, dovendo lottare contro un malattia che non lasciava molte speranze.
E lasciava poco tempo.

Ovunque tu sia, Camilla, spero tu abbia, finalmente, la possibilità di sognare. 

venerdì 30 ottobre 2015

♦ mezzo secolo e i fumetti

Lo so.
Lo dicono in tanti, quasi per consolarsi.

...Gli anni non sono uno quelli che uno ha,
ma quelli che si sente!

E quando sono circondato dai fumetti, come in occasione di Lucca Comics and Game,  mi sento lontano da quel quasi mezzo secolo che invece ho addosso.

Mi sento un ragazzo.

Ma quando mi avvicino ad uno stand, e, molto cortesemente, mi si rivolgono (cortesemente) declinando con il "lei", apprezzo l'educazione.

Ma non apprezzo il fatto che mi si ricorda che sono abbastanza vecchio per occuparmi di fumetti....

lunedì 3 agosto 2015

♥♠ ... ho visto anche i cinesi felici.....

Nell'immaginario di molti di noi, i cinesi sono un popolo strano, che vive e lavora nello stesso posto, con ritmi massacranti, quasi moderni schiavi.
Chiusi in comunità impermeabili al resto del mondo, anche quello che li ospita.
O li sopporta.

Sarà.

Ma a me questa storia di cinesi che lavorano 20 ore, con la brandina vicino al posto di lavoro comincia  a puzzare di leggenda metropolitana.

Anche perché di fronte all'azienda dove lavoro c'è un'azienda dove proprietà e forza lavoro è cinese.

E la sera, quando esco per tornare a casa, adesso che il clima lo consente, sono sempre lì, a tavola a mangiare o, peggio, a giocare ad uno strano gioco di carte....
E ridono. 
E sembrano felici.

E allora sono colto dal dubbio che sono io il vero cinese, che passa, quando va bene,  almeno 12 ore al giorno fuori di casa....

O forse, parafrasando il titolo di una bella, vecchia canzone ... ho visto anche dei cinesi felici....

Oppure la scusa per riascoltarla (nella versione di Luca Carboni):

nota di cronaca: oggi il mio capo si è presentato in ufficio alle 9.30, dopo aver accompagnato la famiglia in stazione, e alle 17 poco più è sparito per andare a fare "un oretta in bicicletta"

E' ufficiale: io non ho capito niente!

sabato 4 luglio 2015

♥ non ho voglia.......

Non ho voglia di scrivere, nonostante adesso ne abbia il tempo.
Non ho voglia di leggere. Neanche fumetti.

Non ho voglia di ascoltare musica, anche se adesso ho la casa solo per me.

Non ho voglia di vedere gente, ma neanche di stare da solo.

Non ho voglia di andare in vacanza.

Non ho voglia di fare tutte le cose che nei mesi passati avevo progettato di fare adesso.

Non ho voglia....

punto.