venerdì 7 febbraio 2020

♥ Cenerentola non abita più qui....

No,
è inutile che la cercate, che bussate.
Cenerentola non abita più qua.
Troverete ancora le sue sorelle maggiori.
Le bellissime sorelle maggiori, con i loro aitanti ragazzi,
con le belle macchine e i vestiti firmati...
... e poca voglia di stare sui libri....
Cenerentola no, lei è diversa, lei si impegna ogni giorno
sui libri, è diventata grande poco dopo le bambole.
E si è innamorata di un piccolo principe che è nato al di la del mare e vive nel paese vicino.
E non  viene da lei con una lussuosa macchina o una rombante moto ma con il treno.
I soldi li tiene da parte, per un sogno più grande....
A 18 anni e qualche ora, Cenerentola se n'è andata,
con il suo piccolo Principe, in un piccolo nido.

Mi hanno detto che suo padre piangeva quando lei raccoglieva le sue cose per andarsene...Ma chissà quante volte ha pianto lei, per quel padre che non capiva che un piccolo principe può avere un cuore grande, anche se ha una casa piccola e i calli nelle mani...

Cenerentola non abita più qua.
Adesso vive in un piccolo nido nel paese vicino.
Con il suo piccolo Principe.

Ed è meglio così.

domenica 26 gennaio 2020

♥ gli occhi dei ragazzi ( e di quelli che lo furono)

Ci sono alcuni momenti o luoghi che hanno il dono di riservarmi un poco di serenità.
O la brezza che dirada le nubi nei miei pensieri.
Uno di questi è il ricordo di mio nonno materno.
Sono qui, davanti alla sua tomba. E penso a quanto mi manca, anche se oramai sono 30 anni che non c'è più.

  Una solita mattina di giorno festivo, con la disciplina un po' allentata dalla
mancanza di impegni determinati.
Nonostante la possibilità che il giorno rosso nel calendario ci da la tensione è palpabile, basta un pretesto per accendere un'esplosione di sentimenti tra Ajie, giovane ragazzo che percorre l'impervio sentiero che condurrà alla vita adulta, e sua madre Pitulice che non riesce a lasciarlo fuori dalla sua ala.
Un esplosione degna di miglior causa.....
ma succede.
Rimaniamo solo io e lui. Ajie mi guarda, con quegli occhioni non più bambini
E sibila parole di rabbia, incomprensione...
E lodevoli proponimenti:
 .."io non sarò mai così, con la mia  moglie sarà diverso"...
Lo guardo. E vedo nei suoi occhi il me ragazzo che diceva e pensava le stesse cose
....Per me sarà diverso....
Vorrei sorridergli e dirglielo, che ogni generazione vuole fare meglio di chi l'ha preceduto ma in questi casi, spesso non sarà così.

Anzi a volte saremo meno bravi dei nostri genitori.
Ma non sorrido, e non glielo dico.
Perché non mi crederebbe.
O non mi capirebbe.
E perchè forse ha ragione lui e ce la farà.
In ogni caso non posso spegnere i suoi sogni.
Mi limito a qualche consiglio per limitare i danni, adesso.
Poi esco, cammino inseguendo i miei pensieri, ripensando al ragazzo che ero,
ai suoi sogni famigliari, a quanto di buono ho fatto e a quanto di buono no ho fatto.
E alle volte per rabbia o delusione avrei voluto mandare all'aria tutto.

E cammino, e so dove mi porteranno i miei passi. 
 E penso a lui, il silente marito di una donna generosa ma brontolona e padre di quattro figlie di cui la più piccola adolescente nel 'sessantotto. 
E penso a quante volte possa averne avuto le tasche piene, a quante volte sia stato arrabbiato o frustrato per le cose che non vanno come dovrebbero o vorresti.....
Guardo la sua foto, gli occhi gentili e sereni di un uomo parco di parole ma di forti sentimenti.
Non riesco a immaginarlo con un pensiero ostile alla sua famiglia.
E questo pensiero mi accarezza il cuore.
E mi da la voglia di girare ( un altra ) pagina.

sabato 18 gennaio 2020

♥♣ ...ancora un sogno (realizzato) per Andrea,

Anche quest'anno ho seguito Andrea nella sua partecipazione alla Dakar 2020.

Anche quest'anno è riuscito ad arrivare alla fine, dopo 12 tappe e 7900 km percorsi, di cui 5000 di prove speciali cronometrate.
12 tappe lunghissime, complesse, piene di piccoli grandi problemi tecnici.
Tutti affrontati con pazienza e il sorriso sulle labbra; c'è un piccolo video emblematico: Andrea e Enrico arrivano alle 2.30 di notte dopo una giornata piena di problemi e raccontano con il sorriso le disavventure
L'anno scorso scrivevo che non potevo dire di essere amico di Andrea; in questo anno invece ho avuto occasione di conoscere Andrea meglio, sia in eventi legati alla Dakar, sia per motivi professionali. 
Andrea E' così. Sempre gentile, sempre sorridente, col tono basso e lento dei saggi.
E in fondo la Dakar è la corsa dei saggi. 
O meglio bisogna essere un po' folli per decidere di parteciparvi, ma occorre essere saggi per correrla al meglio.
Quest'anno l'ho osservata in modo diverso, se l'anno scorso mi ero soffermato sulla epicità della sfida, della nobiltà della sfida, quest'anno invece la riflessione è un'altra.
Quest'anno mi è sembrata una metafora della vita
l'aspettativa iniziale, un percorso che va verso l'ignoto, il doversela cavare da soli ma nello stesso tempo nel momento del bisogno saper chiedere e accettare aiuto (in una tappa hanno dovuto attendere 3 ore l'assistenza per riparare un guasto, in un altra la rottura del cambio ha richiesto il traino dell'auto alla fine della tappa), e fare delle scelte (riparare il cambio o la guarnizione della testa in quanto c'era il tempo par fare solo una delle 2 riparazioni)....Non è necessario dare tutto subito, anzi può essere controproducente, occorre essere regolari e dosare gli sforzi...
... insomma un intenso concentrato di una vita in 13 giorni!

E domani è un'altra vita...

Per la cronaca: Andrea e Enrico sono  arrivati 53esimi assoluti su 58 classificati (e 83 partenti...)


lunedì 6 gennaio 2020

♣♥ ancora gli ultimi nobili....

l'anno scorso, di questi tempi, seguivo l'avventura alla Dakar di Andrea Schiumarini con un post sulla epicità di quella sfida, sulla nobiltà dell'arrivare anche ultimi se si è lottato e non ci si è arresi.

Anche quest'anno Andrea affronterà questa sfida con un nuovo compagno, Enrico.

Eccoli alla partenza:

Buon viaggio, ragazzi

sabato 4 gennaio 2020

♥ un anno che se ne va, un altro che è arrivato.

E' abitudine negli ultimi giorni dell'anno fare un bilancio di ciò che è stato.
E' altrettanta abitudine nei primi giorni dell'anno di fare un elenco dei buoni propositi per quello che sarà.

Siamo oramai alla fine del quarto giorno di questo 2020 e non ho scritto ancora nulla, soprattutto per mancanza di tempo, tra lunghe partite a Risiko e film visti assieme ( e qualche giornata al lavoro, per non perdere troppo l'allenamento...)
E dire che ci ho pensato diverse volte:
- che cavolo mi porto dietro del 2019 che se ne va? Cosa c'è da ricordare?

Poco. Molto poco.
Professionalmente è stato un anno impegnativo, fosse anche positivo ma non ha dato i frutti sperati in prospettiva 2020 (tradotto: ci siamo fatti il mazzo tutto l'anno e quest'anno dobbiamo ricominciare, c'è poco di consolidato)

Personalmente è stato un anno di sopravvivenza pura e semplice, quotidianità, lavoro, occuparmi della casa; forse l'unica cosa di diverso è stato ricominciare a scrivere qui con una certa regolarità.

Le uniche soddisfazioni sono legate ai miei ragazzi, 
da Ajie che sta diventando un giovane uomo pur con qualche indecisione/imprecisione, 
a Caji che sempre più spesso riesce a esprimere se stesso, abbandonando le zavorre psicologiche che ha(aveva) sulle spalle, 
a Cock, l'ultimo cucciolo che ha intrapreso con entusiasmo il sentiero che dall'infanzia porta alla fanciullezza, sfidando lettere, numeri e.... la tastiera del pianoforte.

Con Pitulice invece ci sono alcune cose non dette, silenzi riempiti di pensieri, con la quotidianità che cerca di sopraffarci...

Buoni propositi per il nuovo anno?
Non ne ho. Non sono ottimista....
 ... ladri e profeti di futuro 
     mi hanno portato via parecchio...(*)

Forse 
..Non ho utopie da realizzare
stare a letto il giorno dopo 
forse è l'unica mia meta...(*)

Buon anno a tutti voi.
(e un poco anche a me...)

(*)"Canzone delle Osterie di fuori porta" -F. Guccini



domenica 29 dicembre 2019

♥♦ Bonvi-day un anno dopo...

Era il 1968 quando Bonvi, al secolo Franco Bonvicini, presentò la prima striscia delle sue Sturmtruppen....

Credo non abbiamo bisogno di presentazioni, tutti conoscono le storie di quell'esercito tedesco che parla un italiano maccheronico con abbondanza di K e di -nen finale. 
In occasione dei 50 anni delle Sturmtruppen, è uscita una raccolta completa a colori. L'ho fatta vedere a Caji, che ha il gusto della battuta fulminante.
E' stato passione a prima vista, pardon, lettura.
E mi ha convinto a prenderla assieme ( a dirla tutta, non è che ha fatto uno sforzo immane...)
... anche perchè mi ricordava una ragazzino, più o meno della sua età che le divorava quando poteva sugli albetti di Eureka della mitica Editoriale Corno...

L'avidità e la passione con cui Caji  leggeva  le storie mi ha fatto pensare di regalargli un Bonvi Day  per il suo compleanno, l'anno scorso, di questi tempi.

Prima tappa Modena, al Bonvi Parken:





Una bellissima iniziativa del comune di Modena, curata dall'arch. Sofia Bonvicini (figlia di Bonvi), dove sono rappresentati i personaggi di Bonvi, dai più noti Sturmtruppen e Nick Carter a quelli meno noti come Cronache del dopobomba o Storie dello spazio profondo.
La cosa che mi ha colpito di più è che il parco non è recintato, e, nonostante questo, le immagini non sono imbrattate dai writer, a differenza di quanto attorno (Cabine elettriche, cassette della posta, fermate del bus...) quasi come che ci sia un "religioso" rispetto per le opere di Bonvi.

Seconda tappa: la mostra a Bologna:

Anche in questo caso, il lavoro di Sofia per valorizzare l'opera del padre è stata notevole, dall'ambientazione con filo spinato alla massiccia presenza di tavole originali...
Molta attenzione al Bonvi uomo con la riproduzione del suo studio, note sul suo impegno politico, curiosità, personaggi minori....

Quando Bonvi è morto, investito da un auto nel 1995, aveva poco più di cinquantanni.
Come ho io ora.
La sua figlia, Sofia, aveva 11 anni,
Quasi come Caji quando siamo andati a vedere la mostra.

Certo quando si parla di un artista importante come Bonvi pensa a quanto ci poteva ancora dare come strisce e battute...

Ma quanto poteva/doveva dare ai suoi figli, ancora piccoli?

Il post potrebbe/dovrebbe finire così, ma non voglio togliermi la soddisfazione di riprodurre la striscia più geniale delle Sturmtruppen:









venerdì 27 dicembre 2019

♥ poche parole (le altre sarebbero superflue...)

Un lungo, intenso abbraccio.
Poche parole:
" Tu hai ancora un posto importante nel mio cuore...."

Anche tu.

giovedì 26 dicembre 2019

♥♠ off topic : psicofarmaci.

Non c'entra nulla con il periodo Natalizio, 
un vero off topic, 
ma rileggendo un post di qualche giorno in un blog che seguo,  in cui si parlava di figli, difficoltà e psicofarmaci, indicavo la mia ammirazione per chi ha deciso di intraprendere un cammino irto piuttosto che cedere alla "scorciatoia" degli psicofarmaci.

Ma non ho spiegato il perché.
Lo faccio qua e ora, per non abusare dell'ospitalità altrui, sapendo che lei leggerà comunque.
I motivi sono due, partiamo dalla mia intima convinzione che certe conquiste sono come un muro, da costruire mattone dopo mattone, giorno dopo giorno, perchè le cose che si costruiscono nel tempo, nel tempo durano. Le cose invece ottenute in poco tempo, altrettanto velocemente rischiano di scomparire.

La seconda riguarda un frammento di mia storia personale: quando raccolsi a brandelli Martina , dopo la fine del suo matrimonio, i dotti medici sapienti le avevano prescritto la pillola della felicità.
Nel periodo che la utilizzava non era la persona che io amavo. 
Era un'altra persona. 
Glielo dissi. 
E le dissi che era una scorciatoia di cui si sarebbe pentita.
E le dissi che doveva scegliere tra la pillola della felicità
e la possibilità della felicità con me.

Scelse me. E buttò via le pillole.

Poi le cose sono andate come sono andate.
Ma qualcosa di buono si era fatto.

E quando, qualche settimana fa, quando l'ho rincontrata , sentirle raccontare che qualche tempo fa ha chiuso una relazione perchè stava diventando una gabbia che non era più disposta ad accettare, è stata una roba grande.

... e questa forza è tutta roba sua, non di una pillola.
E nessuno potrà mai portargliela via.


mercoledì 25 dicembre 2019

♥♦ ...è Natale tutti i giorni o non è Natale mai...

Mattina di Natale.
Passeggiata con il cane e con Cock, per mettere un po' in moto il metabolismo, in attesa del luculliano pasto a casa della nonna dei miei cuccioli.

Spesso, con Cock si parla di musica, della sua passione a suonare il pianoforte, o di vecchie canzoni da rigattiere che gli propongo e che, spesso, apprezza.

Giornata propizia a canzoni di Natale, ma vogliamo uscire da Jingle bells o White Christmas... Da un cassetto della memoria, ne salta fuori un altra, 
questa:



Una vecchia canzone di Luca Carboni e Jovanotti....
Riascoltandola mi sembra ancora molto attuale...

E ripenso a quanto mi ha detto Ajie, ormai quindicenne ieri sera, al fatto che quest'anno non sente il Natale come lo sentiva l'anno scorso. O quello prima.
Ho omesso di dire che il prossimo sarà peggio.
O forse no. 

E quindi l'Augurio alla mia famiglia, a me, e alle persone a cui mi lega tanto affetto (Lui, Soleil, Martina, Enrica, Chicco e Mingo e qualche altra non ancora citata nel blog) è 
di ritrovare lo spirito del Natale tutti i giorni
O almeno anche qualche altra volta...

Con Affetto

Lopo




domenica 22 dicembre 2019

♥ mondo cane

Da qualche mese abbiamo un nuovo ospite.
Un cane. 
Non un cane qualsiasi ma, da famiglia amante dei fumetti,  un beagle:

Cosa c'entrano i fumetti? c'entrano, c'entrano. 
Nonostante una (allegra) traduzione, la Banda Bassotti di disneyana memoria 


non è formata da "bassotti" ma da beagle ( il nome originale è infatti Beagle Boys ).

Ma l'esponente più importante è lui:
Anche qui, la tradizionale traduzione è quella di bracchetto ma anche qui trattasi di beagle.

Fra le varie immagini di Snoopy mi è piaciuta questa.
Il cane non è stato voluto da me. Anzi, io da amante dei gatti, ho osteggiato l'arrivo di questo "intruso", ma la determinazione che ci ha messo Caji per lavorarmi ai fianchi per ottenere il cane, ha avuto il giusto premio.
Occuparsi del cane è anche una valvola di sfogo di un ragazzino profondo che a volte stenta a trovare il suo posto in un mondo così superficiale.
La serenità che traspare nel viso di Charlie Brown è la stessa che vedo in Caji quando è con il suo cane.

Abbiamo fatto un passo in avanti:
Da Solo come un cane
A Solo con il cane...